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Consiglio Europeo: “Proteggiamo le frontiere esterne, ma salviamo la libera circolazione”

L’Italia minaccia di tagliare i fondi ai Paesi dell’Est che non accolgono. Le conclusioni sottoscritte dai leader del 28 Paesi Ue

 

Bruxelles – 19 febbraio 2016 – “In risposta alla crisi migratoria cui deve far fronte l’UE, l’obiettivo deve essere contenere rapidamente i flussi, proteggere le nostre frontiere esterne, ridurre la migrazione irregolare e salvaguardare l’integrità dello spazio Schengen”. 

Sono le priorità sull’immigrazione indicate dal Consiglio europeo nelle conclusioni sottoscritte stanotte a Bruxelles dai leader di 28 Stati dell’Ue. 

Al termine della riunione,  Matteo Renzi ha parlato “passi in avanti timidi sull’immigrazione”. Il confronto non è stato sereno, durante la cena il premier italiano ha puntato il dito contro gli stati membri, in particolare quelli dell’est europa, che si rifiutano di accogliere i profughi arrivati in Italia e Grecia secondo le quote del piano di “relocation”. 

Renzi ha ricordato che a breve i 28 dovranno negoziare la programmazione del bilancio comunitario post 2020. E ha sottolineato che l’Italia, che è uno dei contributori più forti, di fronte alla scarsa solidarietà di alcuni Stati europei sul fronte immigrazione, potrebbe decidere di essere meno solidale con quegli stessi Stati nel finanziare i fondi strutturali dei quali godono ampiamente. Una minaccia che il governo ungherese ha già definito “un ricatto politico”.

Donald Tusk, presidente del consiglio Europeo,ha ribadito  “il nostro impegno a ccostruire un accordo europeo sull’immigrazione” , insistendo che “non esiste una buona alternativa a un piano europeo onnicomprensivo”. Una soluzione europea non riguarda solo le deisioni prese a Bruxelles, ma anche quelle prese nelle capitali, noi dobbiamo cercare una sintesi tra i diversi approcci”. 

Da Tusk è arrivato anche un richiamo al rispetto di “regole e leggi che abbiamo adottato insieme Questo riguarda sia le decisioni sulle relocation, sia la necessità di tornare a una situazione in cui tutti i Paesi membri dell’area Schengen applichino pienamente il codice delle frontiere schengen”, e quindi sia i controlli ai confini esterni, che la libera circolazione all’interno.

Qui di seguito, le conclusioni sull’immigrazione sottoscritte al termine del Consiglio Europeo: 

“II. MIGRAZIONE

4. In risposta alla crisi migratoria cui deve far fronte l’UE, l’obiettivo deve essere contenere rapidamente i flussi, proteggere le nostre frontiere esterne, ridurre la migrazione irregolare e salvaguardare l’integrità dello spazio Schengen. Nell’ambito di questo approccio globale, il Consiglio europeo ha valutato, in base a relazioni dettagliate della presidenza e della Commissione, lo stato di attuazione degli orientamenti convenuti a dicembre.

5. Il Consiglio europeo accoglie con favore la decisione della NATO di fornire assistenza nelle attività di ricognizione, controllo e sorveglianza degli attraversamenti illegali nel Mar Egeo ed esorta tutti i membri della NATO a sostenere attivamente questa misura. L’UE, in particolare Frontex, dovrebbe cooperare strettamente con la NATO.

 6. La piena e rapida attuazione del piano d’azione UE-Turchia rimane una priorità al fine di contenere i flussi migratori e contrastare le reti dedite al traffico e alla tratta. La Turchia ha adottato misure per attuare il piano d’azione, segnatamente per quanto concerne l’accesso dei rifugiati siriani al mercato del lavoro turco e la condivisione dei dati con l’UE. Tuttavia, i flussi di migranti che giungono in Grecia dalla Turchia continuano a essere troppo elevati. Dobbiamo pervenire a una riduzione sostanziale e sostenibile del numero di ingressi illegali nell’UE dalla Turchia. Si rendono pertanto necessari ulteriori sforzi decisivi – anche da parte della Turchia – per garantire l’efficace attuazione del piano d’azione. Il Consiglio europeo accoglie con favore l’accordo raggiunto circa lo strumento per i rifugiati in Turchia e invita la Commissione e gli Stati membri a dare rapida attuazione ai progetti prioritari. Si compiace altresì dei progressi nella preparazione di un programma volontario credibile di ammissione umanitaria con la Turchia.

 

7. Inoltre,

a) in ordine alle relazioni con i paesi terzi pertinenti, i pacchetti di incentivi globali e su misura, attualmente in fase di sviluppo per determinati paesi al fine di garantire rimpatri e riammissioni efficaci, necessitano del pieno sostegno dell’UE e degli Stati membri. Il Consiglio europeo invita altresì la Commissione, l’alto rappresentante e gli Stati membri a monitorare e reagire agli eventuali fattori che potrebbero far scaturire flussi migratori;

b) si dovrebbe proseguire e intensificare l’attuazione e il seguito operativo del vertice di La Valletta, in particolare l’elenco convenuto delle 16 azioni prioritarie;

c) è opportuno continuare a fornire aiuti umanitari ai rifugiati siriani e ai paesi confinanti con la Siria. Si tratta di una responsabilità globale urgente. In questo contesto il Consiglio europeo accoglie con favore l’esito della conferenza sul sostegno alla Siria e alla regione, tenutasi a Londra il 4 febbraio, e invita la Commissione, gli Stati membri e tutti gli altri Stati contributori ad attuare rapidamente i loro impegni;

 d) i flussi migratori irregolari lungo la rotta dei Balcani occidentali, continui e intensi, restano una grave preoccupazione che richiede un’ulteriore azione concertata e un termine all’atteggiamento permissivo e ai provvedimenti non coordinati lungo la rotta, tenendo conto delle conseguenze umanitarie per gli Stati membri interessati. È altresì importante restare vigili quanto ai potenziali sviluppi riguardo ad altre rotte in modo da essere in grado di intervenire in maniera rapida e concertata;

e) il Consiglio ha adottato una raccomandazione il 12 febbraio 2016. È importante ripristinare in modo concertato il normale funzionamento dello spazio Schengen, con pieno sostegno agli Stati membri che fanno fronte a circostanze difficili. Dobbiamo ripristinare una situazione in cui tutti i membri dello spazio Schengen applichino appieno il codice frontiere Schengen e respingano alle frontiere esterne i cittadini di paesi terzi che non soddisfano le condizioni d’ingresso o che non hanno presentato domanda d’asilo sebbene ne abbiano avuto la possibilità, tenendo conto al tempo stesso delle specificità delle frontiere marittime, anche con l’attuazione dell’agenda UE-Turchia;

f) con l’assistenza dell’UE, la creazione e il funzionamento dei punti di crisi sono in graduale miglioramento per quanto concerne l’identificazione, la registrazione, il rilevamento delle impronte digitali e i controlli di sicurezza su persone e documenti di viaggio; molto, tuttavia, resta ancora da fare, in particolare per rendere pienamente operativi i punti di crisi, assicurare l’identificazione e la registrazione di tutti gli ingressi senza eccezioni (ivi compresi i controlli di sicurezza sistematici mediante raffronto con le banche dati europee, in particolare il sistema d’informazione Schengen, come richiesto dalla legislazione dell’UE), attuare appieno il processo di ricollocazione, contenere i flussi secondari di migranti irregolari e richiedenti asilo, nonché predisporre le importanti strutture di accoglienza necessarie a ospitare i migranti in condizioni umane mentre la loro situazione è in fase di accertamento. I richiedenti asilo non hanno diritto di scegliere lo Stato membro in cui presentare la domanda;

 g) si impone un’azione urgente per rendere meno critica la situazione umanitaria dei migranti lungo la rotta dei Balcani occidentali utilizzando tutti gli strumenti dell’UE e nazionali disponibili. A questo scopo il Consiglio europeo ritiene necessario dotare ora l’UE della capacità di fornire aiuti umanitari a livello interno, in cooperazione con organizzazioni come l’UNHCR, per sostenere i paesi che fanno fronte a un elevato numero di rifugiati e migranti, muovendo dall’esperienza della direzione generale della Commissione per gli Aiuti umanitari e la protezione civile. Il Consiglio europeo accoglie con favore l’intenzione della Commissione di presentare al più presto proposte concrete;

h) dovrebbero essere attuati con rapidità tutti gli elementi convenuti lo scorso dicembre, comprese le decisioni sulla ricollocazione e le misure per garantire rimpatri e riammissioni. Per quanto concerne la proposta relativa alla “guardia costiera e di frontiera europea”, occorre accelerare i lavori al fine di raggiungere un accordo politico durante la presidenza dei Paesi Bassi e rendere il nuovo sistema operativo al più presto;

i) il Consiglio europeo invita la Banca europea per gli investimenti a sviluppare celermente, in cooperazione con la Commissione, idee sul possibile contributo della BEI alla risposta dell’UE.

 

8. La strategia globale convenuta in dicembre produrrà risultati soltanto se tutti i suoi elementi sono perseguiti congiuntamente e se le istituzioni e gli Stati membri agiscono insieme ed in totale coordinamento. Nel contempo devono essere compiuti progressi nella riforma del quadro esistente dell’UE, così da assicurare una politica umana ed efficiente in materia di asilo. A tal fine, a seguito dell’approfondita discussione odierna, saranno intensificati i preparativi per permettere un dibattito globale in occasione del prossimo Consiglio europeo, quando, sulla base di una valutazione più risolutiva, dovranno essere stabiliti ulteriori orientamenti e operate delle scelte”.

 

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