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Il Frontex: “Pattugliamenti frontiere Ue? Un fallimento”

"Più pattugliamenti della Ue nel Mediterraneo hanno fallito l’obiettivo di ridurre l’afflusso di immigrati verso l’Italia, Malta e la Grecia" LA VALLETTA, (MALTA) 22 settembre – E’ una ammissione di fallimento quella espressa dal capo della Frontex – l’agenzia di controllo delle frontiere europee – contro il fenomeno dell’ immigrazione clandestina.

I pattugliamenti "non stanno rendendo i risultati desiderati", ammette il finlandese Illka Laitinen, parlando in una intervista pubblicata dal ‘Sunday Times’ di Malta.

Secondo Laitinen "la situazione è allarmante" e "più pattugliamenti della Ue nel Mediterraneo hanno fallito l’obiettivo di ridurre l’afflusso di immigrati verso l’Italia, Malta e la Grecia". Gli arrivi a Lampedusa, spiega, sono cresciuti del 190% durante i primi sei mesi del 2008. E anche Malta ha registrato un incremento del 32%.

"Abbiamo più risorse per combattere il fenomeno, ma invece servono ad attirare i barconi dei trafficanti": secondo informazioni raccolte dall’intelligence, i trafficanti impongono gli immigrati di affondare i loro barconi appena sono vicini alle coste di Malta o d Lampedusa, perché cosi devono essere soccorsi immediatamente dalle motovedette e portati a terra.

Codificati come ‘Nautilus III’, le operazioni di pattugliamento congiunto della Frontex nel Mediterraneo centrale coprono la rotta degli immigrati nel tratto di mare tra la Libia, la Sicilia e Malta. Questo è il terzo anno consecutivo che la Ue coordina i pattugliamenti nel Mediterraneo con il contributo delle forze armate di Malta, l’Italia, la Francia, la Germania e la Grecia. In tutto, la Frontex ha stanziato circa otto milioni di euro per l’operazione. Dal maggio scorso, quando sono iniziati i pattugliamenti, 12.641 immigrati hanno raggiunto Lampedusa, mentre 2.300 hanno raggiunto le coste maltesi.

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