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Milano. Pisapia: “Maggior coordinamento territoriale per emergenza immigrazione”

Il sindaco: ''Credo che il flusso di profughi non si fermerà"

Roma, 15 lugglio 2014 – Il comune di Milano ha accolto e assistito dall'ottobre scorso oltre 14 mila profughi siriani e 615 profughi eritrei, a questi si aggiungono circa 200 minori non accompagnati, provenienti da vari Paesi, che dall'inizio del 2014 sono giunti in citta' completamente soli.

Lo ha comunicato – riferisce una nota – il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, nel suo intervento al Comitato parlamentare sull'attuazione dell'accordo di Shengen.

''Credo che il flusso di profughi non si fermera', per questo – ha affermato Pisapia – sono convinto che sia fondamentale un coordinamento a livello regionale o nazionale che ci aiuti ad affrontare questa situazione, anche perche' purtroppo dall'Europa non e' ancora arrivata una risposta positiva per affrontare questa emergenza con noi. A Milano c'e' stato uno sforzo straordinario del Comune insieme alla Protezione Civile e al volontariato laico e cattolico presente in citta', questo ci ha permesso dare delle risposte immediate, ora pero' bisogna coinvolgere altre istituzioni per non lasciare solo chi ha affrontato questo problema fino ad oggi''.

''Non si puo' infatti pensare – ha aggiunto il primo cittadino di Milano – che solo pochi Comuni possano affrontare questa situazione. Ci deve essere un impegno di tutti che coinvolga sia Comuni dove arrivano i profughi, in gran parte dalla Libia, sia le citta' dove i profughi si dirigono con l'obiettivo di partire in seguito per le loro destinazioni finali, spesso nel Nord Europa. Questo vale soprattutto per i siriani che viaggiano quasi sempre insieme la loro nucleo familiare, piu' difficile la situazione per gli eritrei che sono spesso soli e che non hanno una destinazione finale prestabilita.

Alcuni Comuni della futura Citta' Metropolitana milanese – ha porseguito Pisapia – hanno gia' dato dei segnali positivi accogliendo alcune famiglie, basterebbe che un numero maggiore di Comuni fosse coinvolto per fare un grande passo avanti evitando cosi' di creare una situazione difficile, per questo pero' ci vuole coordinamento che non puo' essere fatto dal Comune di Milano'', ha concluso il sindaco del capoluogo lombardo.
 

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