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Burkini, l’Onu contro i divieti: “Violano i diritti e alimentano l’odio”

L’Alto Commissariato per i Diritti Umani: “La parità di genere non si realizza restringendo le libertà personali e controllando come decidono di vestirsi le donne”

 

 

Ginevra – 30 agosto 2016 – Dopo i giudici, anche l’Onu condanna i bandi anti burkini emanati da decine di sindaci francesi. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) chiede che non solo a Villeneuve-Loubet le donne siano lasciate libere di fare il bagno vestite come vogliono, ma anche nelle altre località balneari dove non ha effetto la recente sentenza del Conseil d’Etat

“Il bando costituisce una grave e illegale violazione delle libertà fondamentali. Secondo gli standard internazionali dei diritti umani le limitazioni della manifestazione del credo religioso, inclusa la scelta dei vestiti, sono permesse solo in circostanze molto limitate, come la sicurezza, l’ordine e la salute pubblica o la morale. E le misure adottate devono essere appropriate, necessarie e proporzionate” ha ricordato oggi a Ginevra Rupert Colville, portavoce OHCHR.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite dice di “comprendere pienamente il lutto e la rabbia” generati dagli attacchi terroristici in Francia, ma quei divieti “non migliorano la sicurezza, piuttosto alimentano l’intolleranza religiosa e la stigmatizzazione dei musulmani in Francia, soprattutto donne”. “Stimolando la polarizzazione tra comunità, sono riusciti solo ad aumentare le tensioni e possono davvero minare lo sforzo a combattere e prevenire l’estremismo violento, che dipende dalla cooperazione e dal rispetto reciproco tra comunità”. 

Colville ha sottolineato che “evidentemente, le persone che indossano i burkini non possono essere incolpate per la reazione ostile e violenta di altri. Ogni preoccupazione di ordine pubblico dovrebbe essere indirizzata a colpire quelli che incitano all’odio o reagiscono violentemente e non donne che vogliono semplicemente passeggiare sulla spiaggia o fare il bagno con vestiti nei quali si sentono a proprio agio”. 

“Per realizzare la parità di genere – ha concluso il portavoce  –  bisogna comprendere le barriere che impediscono a donne e ragazze di fare scelte libere, e creare un ambiente che supporti le loro scelte personali, inclusa, ma non solo, quella di come vestirsi. La parità di genere non si può realizzare restringendo le libertà personali e controllando quelle che singole donne decidono di indossare”. 

 

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