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Centro Astalli: “Politica Ue sui migranti sia solidale, non difensiva”

Roma, 23 febbraio 2021– “Se la politica nei confronti dei migranti e dei rifugiati è concepita come difesa delle frontiere, la conseguenza sono l’esternalizzazione dei confini – come avvenuto con Libia, Turchia o con i Balcani – o i respingimenti”.

Questa l’analisi di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, la sezione italiana del Jesuit Refugee Service, che al nuovo Governo di Mario Draghi, come peraltro agli esecutivi precedenti, chiede invece di affrontare la questione migratoria “nella sua complessità”, promuovendo una “solidarietà effettiva tra gli Stati” dell’Unione europea, e, laddove qualcuno potrebbe soffiare sulla “guerra tra poveri”, cogliendo invece l’occasione dell’uscita dalla pandemia per ripensare in modo più inclusivo ai diritti di tutti.

“Quel che noi chiediamo al Governo, che poi è quel che abbiamo chiesto anche precedentemente, è affrontare la questione migratoria nella sua complessità”, ha spiegato il gesuita in un’intervista ad Askanews.

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