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Eleonor, schiava dal Mozambico a Milano

Manette per un pensionato che l’ha violentata per mesi, dopo averla portata in Italia con una proposta di matrimonio

Milano – 28 novembre 2008 – Comprata e portata in Italia con l’inganno, ridotta in schiavitù, violentata e spinta a prostituirsi.

Il viaggio all’inferno di Leonor, il nome è di fantasia,  è iniziato in Mozambico. È nel suo Paese d’origine, su una spiaggia, che l’anno scorso la giovane donna ha conosciuto  Agostino A., un pensionato italiano in vacanza. L’uomo si era conquistato la fiducia dei suoi zii e prima di tornare in patria ha detto loro di volerla far venire in Italia, per sposarla.

Tornato a Milano, Agostino ha iniziato a inviare a quegli zii 100 euro al mese, e tanto è bastato perché facessero pressioni su Eleonor perché accettasse la proposta di matrimonio.

Lo scorso febbraio la donna è arrivata in Italia, ma secondo gli inquirenti, anziché portarla all’altare, il pensionato ha iniziato a violentarla  anche con pratiche sadomaso e a picchiarla quando non voleva avere rapporti sessuali. Inoltre le avrebbe indicato per la strada donne africane che si prostituivano, dicendole che presto avrebbe fatto la stessa fine.

Convinta da due vicine di casa, dopo mesi di sevizie, Eleonor è scappata di casa e Agostino ha anche denunciato la sua scomparsa. Il 9 ottobre la donna si è  rivolta alle forze dell’ordine e ha trovato rifugio in una comunità protetta.

"La ragazza ha riferito modalità raccapriccianti, l’uomo la considerava cosa sua, siamo di fronte a una sostanziale riduzione in schiavitù" si legge nel provvedimento di fermo con cui sono scattate le manette per Agostino.  Dovrà difendersi dalle accuse di violenza sessuale aggravata, sequestro di persona e induzione alla prostituzione, ma intanto si giustifica: "Lei era consenziente".

 

 

 

 

 

 

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