Roma, 10 novembre 2025 – Si è conclusa con successo ad Ascoli Piceno la prima edizione del laboratorio professionalizzante per manovali edili, un’iniziativa che unisce formazione, inclusione e inserimento lavorativo. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di “S.o.l.e.i.l. Marche”, programma promosso dal Ministero del Lavoro per rafforzare le competenze professionali delle persone migranti e favorirne la piena integrazione socio-lavorativa.
Il corso, della durata complessiva di 76 ore (di cui 16 dedicate alla sicurezza per lavoratori ad alto rischio), è stato organizzato grazie alla sinergia tra la cooperativa sociale On the Road scarl e l’Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo. Cinque i partecipanti, tutti uomini provenienti da Somalia, Tunisia, Marocco, Senegal e Gambia, titolari di protezione internazionale, che hanno potuto sperimentare un percorso formativo teorico e pratico in un settore — quello delle costruzioni — che continua a offrire concrete opportunità di occupazione.
Durante le lezioni sono state affrontate tematiche fondamentali per l’ingresso nel mondo del lavoro edile: sicurezza, tecniche operative, uso degli strumenti e gestione dei cantieri. L’Ente Scuola Edile ha messo a disposizione docenti qualificati e spazi attrezzati per garantire una formazione di alto livello, mentre la cooperativa On the Road, da anni attiva nella promozione dell’inclusione sociale e lavorativa delle persone vulnerabili, ha accompagnato i partecipanti lungo tutto il percorso.
Al termine della formazione, i beneficiari saranno inseriti in tirocini presso quattro imprese edili del territorio, un passo decisivo verso la costruzione di un percorso di autonomia professionale.
“Siamo orgogliosi di aver contribuito a un progetto che unisce formazione, inclusione e concrete prospettive occupazionali”, ha dichiarato Lanfranco Ceroni, presidente dell’Ente Scuola Edile di Ascoli Piceno e Fermo. “Il settore edile ha bisogno di manodopera qualificata, e iniziative come questa rappresentano una risposta efficace e sostenibile.”
L’esperienza di Ascoli dimostra come la formazione professionale mirata possa diventare uno strumento concreto di integrazione e di crescita reciproca, valorizzando le competenze delle persone rifugiate e offrendo al territorio nuove energie per il suo sviluppo.


