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Lavoratori stranieri in Italia, secondo l’Osservatorio dell’Insp nel 2019 erano 3,3 milioni

Roma, 27 novembre 2020 – Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio dell’Inps sul lavoro straniero rispetto al 2019, sono 3.816.354 i cittadini provenienti da altri Paesi e residenti qui che contribuiscono alla nostra economia. Di questi, 3.304.583, quindi l’86,6%, sono lavoratori stranieri attivi in Italia, mentre 252.276, il 6,6%, sono pensionati e 259.495, il 6,8%, sono percettori di prestazioni a sostegno del reddito.

Lavoratori stranieri in Italia, i dato dell’Osservatorio dell’Inps

Secondo i dati emersi dall’analisi, poi, 2.583.886, il 67,7%, sono i lavoratori stranieri in Italia provenienti da Pesi extra Unione Europea, mentre 305.875, l’8%, vengono da Paesi Ue15. Infine, circa 926mila, il 24,3%, arrivano da altri Paesi dell’Unione. A loro volta, la rilevazione segnala la presenza di circa 756.217 lavoratori romeni, una comunità che rappresenta circa il 19,8% di tutti gli stranieri regolarmente presenti nel nostro Paese. Seguono poi gli albanesi (343.923, 9%), i marocchini (286.835, 7,5%), cinesi (217.945, 5,7%), ucraini (175.997, 4,6%) e filippini (124.411, 3,3%).

Ma analizzando la distribuzione degli stranieri per Paese di provenienza e tipologia, si vede che la popolazione in cui predominano i lavoratori è la Cina, per la quale su 217.945 soggetti, il 98,2% di essi è lavoratore, l’1,2% è pensionato e lo 0,6% percepisce una prestazione a sostegno del reddito. Seguono il Bangladesh (93,7% lavoratori), l’India (92,4%) e il Pakistan (92,1%).

In particolare, si tratta di uomini, soprattutto pakistani (95,2%), bengalesi (94,45), egiziani (93,2%), senegalesi (85,9%) e indiani (82,6%). Il genere maschile, infatti, risulta essere circa il 55,2%. Dall’altra parte, invece, le donne provengono principalmente dall’Ucraina (81,1%), dalla Moldova (68,1%), dal Perù (60,2%) e dalle Filippine (58,2%). L’età è abbastanza omogenea, e nella maggior parte i non comunitari sono generalmente più giovani. Il 46,5%, infatti, ha meno di 39 anni, a differenza del 36,9% degli stranieri provenienti dall’Unione europea. Il 44,7%, invece, ha tra i 40 e i 59 anni (50,3% UE), e solamente l’8,7% ha più di 60 anni (12,8% UE).

lavoratori stranieri in Italia

Il 60,8% lavora nel Nord Italia

Secondo la rilevazione, poi, più della metà dei lavoratori stranieri lavora nel Nord Italia. Si parla, infatti, del 60,8%, mentre il 24,1% ha un’occupazione al Centro e il 15,1% al Sud e nelle Isole. In particolare, nel settentrione e al centro la maggior parte, circa il 70,8%, sono provenienti da Paesi extra Unione europea, mentre il 65,5% arrivano da Paesi dell’Ue. Nel meridione, invece, il divario tra le due aree di provenienza è meno marcato. Gli stranieri extra UE regolari, infatti, sono sotto il 60% (58,6%). Rispetto alla popolazione residente, al Nord l’incidenza straniera regolare è di 8,7 su 100 residenti, al centro di 7,7, al sud e isole di 2,8.

Inoltre, l’analisi segnala che i lavoratori dipendenti sono 2.836.998, con una retribuzione annua di 13.770,93 €. Di questi, 2.002.034 lavorano nel settore privato non agricolo, con una retribuzione media annua di 16.182,19 €. 300.555, invece, sono impiegati nel settore agricolo (7.304,25 €), mentre i domestici sono 534.409 e percepisco una retribuzione media annua pari a 8.374,63 €. Infine ci sono i pensionati: secondo l’osservatorio dell’Inps si tratta di 252.276 persone, con un importo medio annuo di 10.278,02 €. Di questi, il 49,9% ha una prestazione assistenziale, mentre coloro che percepiscono una pensione di tipo previdenziale sono 89.306, il 35,4%. Il 6,1%, circa 15.471 persone, poi, sono i titolari di pensioni indennitarie, e l’8,6%, 21.679, sono i titolari di due o più pensioni.

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