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Lavoro in Italia: oltre 2,5 milioni di occupati stranieri, ma persistono disuguaglianze

Roma, 23 luglio 2025 – Superano quota 2,5 milioni gli occupati stranieri in Italia, pari al 10,5% del totale degli occupati. È quanto emerge dal XV Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia 2025”, pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (MLPS). Il documento evidenzia una crescente domanda di manodopera migrante da parte delle imprese, che però spesso faticano a finalizzare le assunzioni.

Il rapporto si apre con un’analisi del contesto demografico e una prospettiva internazionale, per poi esplorare la condizione occupazionale dei migranti, le dinamiche di assunzioni e cessazioni, il lavoro dipendente e autonomo, l’imprenditoria straniera. Tra le novità del 2025, un focus sul lavoro domestico e un approfondimento della World Bank sulle Global Skills Partnership.

Nel 2024, il tasso di occupazione dei cittadini non UE è sceso leggermente, attestandosi al 57,6% (contro il 61,6% degli italiani). Il tasso di disoccupazione si è ridotto al 10,2% (rispetto al 6,1% degli italiani), mentre il tasso di inattività è rimasto stabile al 31,7% (contro il 33,7% degli italiani).

Permane un forte divario di genere: le donne non UE hanno un tasso di occupazione inferiore di quasi 30 punti percentuali rispetto agli uomini non UE, con tassi di disoccupazione e inattività più alti rispettivamente di 3 e 30 punti percentuali.

Tra i settori con la maggiore incidenza di lavoratori stranieri, spiccano:

  • Altri servizi collettivi e personali: 30,9%
  • Agricoltura: 20%
  • Alberghi e ristoranti: 18,5%
  • Costruzioni: 16,9%

Nel solo 2024 si sono registrate quasi 2,7 milioni di attivazioni di rapporti di lavoro riguardanti cittadini stranieri, il 25% del totale. Le imprese dell’industria e dei servizi, secondo Excelsior, hanno programmato oltre un milione di assunzioni di lavoratori stranieri (quasi il 20% del totale), ma in più della metà dei casi (54,7%) hanno incontrato difficoltà di reperimento.

Il Rapporto mette in luce anche le criticità:

  • Profondo divario di genere in alcune comunità: tra gli egiziani il tasso di occupazione è del 76%, tra le egiziane appena 4%.
  • Forti differenze tra comunità: 82% tra i filippini, 43% tra i tunisini.
  • Alta incidenza di infortuni: i lavoratori stranieri rappresentano il 23,1% del totale registrato lo scorso anno.
  • Retribuzione media annua inferiore del 30,4% rispetto alla media generale, a causa di mansioni meno qualificate e minore continuità lavorativa.

Il rapporto è stato curato dalla Direzione Generale per le politiche migratorie del MLPS, in collaborazione con INPS, INAIL, Unioncamere, OCSE, Banca Mondiale e con il coordinamento esecutivo di Sviluppo Lavoro Italia s.p.a..

Oltre alla versione integrale, sono disponibili online una sintesi, una serie di infografiche e un cruscotto statistico interattivo che consente di esplorare i dati su domanda e offerta di lavoro migrante anche a livello territoriale.

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