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Medici stranieri, le Regioni aprono i bandi anche ai professionisti senza cittadinanza

medici stranieri

Roma, 25 novembre 2020 – Con l’emergenza coronavirus è emersa immediatamente la necessità di personale sanitario. A causa dei tagli fatti negli anni, e della pandemia che non ha risparmiato nemmeno le reti ospedaliere, infatti, il sistema non ha tardato a entrare in sofferenza. Nonostante questo, per qualche assurdo motivo, i cittadini stranieri residenti in Italia non hanno potuto partecipare ai bandi emessi dalle Regioni. Nei concorsi, infatti, veniva richiesta in modo obbligatorio la cittadinanza italiana. Ora però qualcosa è cambiato: gli ospedali italiani hanno aperto le porte anche ai medici stranieri.

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Medici stranieri, Aodi: “Finalmente si è aperto un canale importante”

“Finalmente si è aperto un canale importante. Speriamo che altre Regioni seguendo presto l’esempio”, ha commentato Foad Aodi, il presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia. I primi ad abbattere queste barriere sono stati il Piemonte e Perugia. Qui le aziende ospedaliere hanno fatto un passo indietro e hanno incluso nei loro bandi anche i medici stranieri, extracomunitari, residenti nel nostro Paese. In realtà, non hanno fatto altro che seguire quanto legiferato con il Decreto Cura Italia del marzo 2020. Come aveva sottolineato già nei giorni scorsi l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, infatti, “da settimane le autorità sanitarie denunciano la carenza di medici e infermieri che sarebbe necessario assumere per rispondere all’emergenza Covid.

Eppure da marzo 2020, grazie all’articolo 13 del Decreto Cura Italia, possono essere assunti “alle dipendenze della pubblica amministrazione per l’esercizio di professioni sanitarie e per la qualifica di operatore socio-sanitario tutti i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea, titolari di un permesso di soggiorno che consente di lavorare”. Ma inspiegabilmente le amministrazioni di ospedali e azienda sanitarie stanno completamente ignorando questa disposizione. E continuano a bandire concorsi che, quanto ai medici, richiedono il requisito della cittadinanza italiana o di Paesi dell’Unione Europea”.

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Aodi: “Cadono le prime barriere”

Quello del Piemonte e di Perugia non si può che considerare un primo passo nei confronti dei tanti medici stranieri che risiedono nel nostro Paese. E che sono pronti a combattere, insieme ai colleghi italiani, contro questa battaglia che sembra non avere fine. “Tra i primi a muoversi c’è stata l’azienda ospedaliera di Perugia. Negli ultimi giorni ha pubblicato un bando senza obbligo della cittadinanza italiana per i medici da assumere a tempo determinato. Poco dopo anche la regione Piemonte ha riaperto il concorso a medici extracomunitari in regola col permesso di soggiorno”, ha spiegato Aodi.

Inizia così a cadere una grave barriere burocratica. Basta pensare che oggi in Italia ci sono 77.500 professionisti della sanità stranieri. Tra questi, 22mila medici, 38mila infermieri e poi fisioterapisti, farmacisti. E praticamente tutti lavorano, spesso sottopagati, nella sanità privata”.

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