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Migranti. Nessuno accordo sui decreti sicurezza, forse intesa dopo l’estate

Roma, 23 giugno 2020 – Ancora non si trova l’intesa sulle modifiche ai decreti-sicurezza. Il nodo è innanzitutto sui tempi, con M5s che vuole rimandare tutto a dopo l’estate e Pd, Leu e Iv che chiedono invece di approvare subito le correzioni. Una questione che non è stata risolta nemmeno alla riunione al ministero dell’Interno tra la titolare del Viminale Luciana Lamorgese e i rappresentanti dei partiti di maggioranza.

Per il Pd c’era Matteo Mauri, per Iv Davide Faraone, per Leu Federico Fornaro e per i 5 stelle Giuseppe Brescia. Un incontro di un paio d’ore, svolto in un “clima positivo e di collaborazione” assicurano democratici e Leu, ma che non ha permesso di trovare un accordo.

Brescia è uno degli esponenti M5s più vicini alla sinistra sul tema migranti ma, riferiscono, avrebbe avuto un esplicito mandato di Vito Crimi a rappresentare la posizione del Movimento al tavolo. E sul punto dei tempi, spiega chi era all’incontro, Brescia è stato fermo: bisogna rinviare tutto a dopo l’estate.

Ufficialmente, M5s ha opposto un’obiezione “tecnica”, relativa al calendario dei lavori parlamentari: c’è un ingorgo di decreti da convertire, sarebbe stato il ragionamento, e non possiamo caricare le Camere con un altro provvedimento.

Ma, aggiungono fonti sia Pd che Leu, “M5s ha paura ad affrontare questo tema, sono convinti che Salvini lo sfrutterebbe per rilanciare la sua propaganda. Temono di perdere altri voti”. Democratici e Leu, comunque, vedono il bicchiere mezzo pieno, la presenza di Brescia viene considerata comunque “un segnale”, come pure il fatto che la motivazione per sostenere la tesi del rinvio sia formalmente tecnica, “anche se sappiamo che c’è un problema politico da parte loro”.

Inoltre, continuano sia Pd che Leu, è passata l’idea che non ci si debba limitare a rispondere ai rilievi di Sergio Mattarella, ma che si debba fare di più sul fronte della protezione internazionale, degli Sprar e via dicendo.

Un ottimismo però frenato dalla dichiarazione congiunta di Brescia e Vittoria Baldino: “La revisione dei decreti sicurezza non dovrà essere un’operazione di cancellazione del passato”, avvertono. E poi: è possibile un “un percorso di revisione comunque circoscritto e mirato, da fare in maniera condivisa, senza propaganda e con obiettivi concreti”. Il tutto, appunto, da fare a settembre perché “in Parlamento ci sono già diversi decreti legge in conversione. Altri ne sono stati annunciati”.

Al contrario, Davide Faraone di Iv rilancia proprio sui tempi: “Vogliamo il nuovo testo all’ordine del giorno del primo Cdm utile. Basta perdere tempo”. Il nuovo appuntamento è stato fissato per martedì prossimo, sempre al Viminale, per valutare ulteriori integrazioni della bozza preparata dalla Lamorgese. Ma, appunto, soprattutto per provare a trovare un’intesa politica sui tempi. Anche perché Pd, Leu e Iv temono che il rinvio a settembre finisca per essere un rinvio sine die.

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