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Migranti, Piantedosi conferma la linea dura: «Multe e fermi per le ong che non rispettano la legge»

Roma, 27 agosto 2025 – La linea del governo sui migranti e sulle attività delle ong nel Mediterraneo resta invariata. Lo ha ribadito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sottolineando che «chi non rispetta la legge sull’assegnazione del porto sicuro continuerà a essere punito con multe e fermi amministrativi delle navi».

Il responsabile del Viminale accusa le organizzazioni umanitarie di «favorire in qualche modo i trafficanti di esseri umani, che spediscono i profughi su piccole imbarcazioni sapendo che saranno soccorsi dalle ong». Secondo il ministro, l’atteggiamento delle navi umanitarie, che spesso si avvicinano alle coste di Tripoli, incoraggerebbe i trafficanti a caricare «gommoni di appena sette metri con 60-70 persone stipate a bordo», certi che non dovranno raggiungere da soli le coste italiane.

La vicenda della nave Ocean Viking, attaccata da una motovedetta libica con centinaia di colpi di mitragliatrice mentre stava soccorrendo migranti, è stata gestita con un’eccezione, autorizzando lo sbarco ad Augusta invece che nel porto originariamente assegnato in Toscana. Ma Piantedosi avverte: «Non è una questione di scarsa sensibilità verso chi rischia di morire in mare, ma di impedire nuove partenze».

Il ministro ha difeso la linea del governo anche dalle critiche dell’opposizione, che richiama la tragedia di Cutro. «Perché le ong stazionano davanti ai porti controllati dai trafficanti a Sabrata e non seguono le altre rotte, se davvero l’obiettivo è solo il soccorso?» ha chiesto il titolare del Viminale.

I dati in possesso del ministero parlano chiaro: dal 2019 a oggi circa 70mila migranti sono stati soccorsi dalle ong e sbarcati in Italia. Solo quest’anno, su 147 operazioni di salvataggio, ben 84 sono avvenute in acque Sar libiche, 34 in quelle maltesi, 4 in quelle tunisine, e altre in zone di confine. In totale, nel 2025, i migranti arrivati in Italia sono stati 41.218, di cui 7.993 portati dalle ong, la maggior parte soccorsi fuori dalle acque nazionali.

«Come si vede — conclude Piantedosi — tutti i soccorsi delle ong sono avvenuti in acque Sar straniere, e nessuno è stato coordinato dalla Capitaneria di porto italiana».

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