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La denuncia delle Ong: cittadini russi reclutati dai trafficanti per portare i migranti dalla Turchia all’Italia

Roma, 23 gennaio 2023 – Pare che i trafficanti di esseri umani, quelli che gestiscono le partenze dei migranti nella rotta tra la Turchia e l’Italia, stiano reclutando cittadini russi per trasportare i profughi. A denunciarlo sono state l’Arci Porco Rosso e l’organizzazione no profit Borderline Europe Migranti in un lungo rapporto, citato anche dal Guardian.

Migranti, la denuncia delle Ong

Secondo quanto riportato dalle Ong, i trafficanti starebbero reclutando decine di cittadini russi per sostituire i marinai ucraini al comando delle barche che trasportano migranti. Nel rapporto, infatti, si legge che da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, almeno 14 persone di nazionalità russa siano state arrestate dalla polizia italiana con l’accusa di trasporto illegale di richiedenti asilo. L’analisi “ha rilevato un raddoppio (rispetto all’anno precedente, ndr) del numero di arresti di cittadini russi” accusati di pilotare le navi. Inoltre, sono aumentati anche gli arresti di “siriani, bengalesi e persino persone provenienti da paesi senza sbocco sul mare, come Kazakistan e Tagikistan”.

La rotta dalla Turchia all’Italia quindi sarebbe gestita da una rete di contrabbandieri turchi come alternativa a quella via terra dei Balcani verso l’Unione europea. Generalmente per il trasporto di migranti utilizzano piccoli yacht veloci, spesso rubati o affittati. Stando a quanto descritto dal report, circa 11mila profughi sono arrivati così sulle coste italiane di Puglia, Calabria e Sicilia nel 2021 dai porti turchi di Izmir, Bodrum e Çanakkale.

Gli ucraini sono stati fondamentali per l’arrivo di persone in partenza dalla Turchia. Questo perchè sono esperti marinai che sanno come gestire una barca”, si legge nel rapporto. “Con lo scoppio della guerra, agli uomini ucraini è stato impedito di lasciare il loro paese. Il che è stato senza dubbio un fattore determinante nella minore disponibilità di skipper ucraini”. Secondo quanto ricostruito, infatti, sembra che inizialmente i contrabbandieri reclutassero quasi esclusivamente capitani ucraini fuggiti dal Paese per evitare il servizio militare durante la guerra contro i separatisti nel Donbass. L’invasione della Russia in Ucraina, tuttavia, ha cambiato le circostanze e il numero degli ucraini reclutati è diminuito.

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