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Pier Silvio Berlusconi frena sullo Ius Scholae: “Non è una priorità”. Salvini chiude la porta: “Tema archiviato”

Roma, 9 luglio 2025 – Nel corso della presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi ha deciso di dire la sua anche su un tema politico piuttosto caldo all’interno della maggioranza: lo Ius Scholae, la proposta di legge promossa da Forza Italia e sostenuta in particolare da Antonio Tajani.

Pur dichiarandosi favorevole al principio di fondo – ovvero quello di riconoscere la cittadinanza ai minori stranieri cresciuti e scolarizzati in Italia – l’amministratore delegato di Mfe ha mostrato forti perplessità sui tempi e sulla reale urgenza della misura.
“Condivido in linea di massima il principio,” ha detto, “ma onestamente ho dubbi sulla priorità. Non mi sembra una necessità tra le prime per gli italiani. Tempi e modi mi vedono un po’ scettico.”

Berlusconi ha anche voluto chiarire un punto che, nelle ultime settimane, aveva alimentato voci e ricostruzioni interne: “Mi spiace per Tajani, ma sono più contro che a favore, perché non è il momento. Però è falso che Tajani ha portato avanti lo Ius Scholae seguendo indicazioni ideali mie o di Marina”, ha puntualizzato.

Nonostante queste riserve, Pier Silvio ha riconosciuto che il testo di legge non è da buttare: “La proposta non è mal formulata, anche se può essere migliorata. Difende dei diritti, e i diritti vanno sempre difesi”. Tuttavia, se fosse lui a gestire l’agenda politica, punterebbe su altre priorità: “Welfare, salari, sanità, scuola, maggiore sicurezza e incentivi allo sviluppo”.

Le sue dichiarazioni non sono passate inosservate e hanno trovato immediata sponda nelle parole di Matteo Salvini, che ha colto l’occasione per ribadire la posizione rigida della Lega sul tema: “Non condividiamo il principio di accorciare i tempi per concedere la cittadinanza. E sicuramente non è una priorità per gli italiani. Partita chiusa, tema archiviato”. Poi, con una battuta tagliente, ha aggiunto: “Se ne occuperà semmai la sinistra fra trent’anni, se vincerà”.

Insomma, tra distinguo, precisazioni e dichiarazioni nette, lo Ius Scholae sembra allontanarsi sempre più dai radar del governo. Nonostante gli sforzi di Tajani, la misura resta incastrata in una maggioranza che sul tema della cittadinanza continua a mostrarsi divisa e poco propensa ad aprire un vero confronto.

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