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Pubblicato il Dl 23/2026: nuove misure su sicurezza, espulsioni e centri per migranti

Roma, 25 febbraio 2026 – È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2026 il Decreto-Legge 24 febbraio 2026, n. 23, che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale. Il provvedimento interviene anche sull’attività di indagine dell’autorità giudiziaria in presenza di cause di giustificazione e sulla funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell’Interno.

Il Capo III del decreto è interamente dedicato a immigrazione e protezione internazionale e contiene una serie di misure che incidono su espulsioni, rimpatri, gestione dei centri e procedure amministrative.

Tra le novità principali figura l’obbligo di cooperazione per lo straniero detenuto o internato ai fini dell’accertamento dell’identità, misura che punta a rendere più rapide le procedure legate al rimpatrio. Il decreto introduce inoltre disposizioni in materia di respingimento alla frontiera, espulsione e rimpatrio, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia dei provvedimenti e semplificare i passaggi operativi.

Un capitolo rilevante riguarda il potenziamento della rete dei centri di accoglienza e dei centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Il testo prevede interventi per rafforzarne la capacità e migliorare l’organizzazione, insieme a una semplificazione delle modalità di notifica degli atti ai richiedenti protezione internazionale, aspetto spesso oggetto di contenzioso.

Il decreto dà inoltre attuazione all’Accordo quadro tra il Governo della Repubblica italiana e il Consiglio Federale svizzero per il sostegno di misure nel settore della migrazione, consolidando la cooperazione bilaterale in materia di gestione dei flussi e rimpatri.

Infine, vengono introdotte disposizioni specifiche sulle attività umanitarie svolte dalla Croce Rossa Italiana, con l’obiettivo di chiarire il quadro normativo di riferimento.

Il Dl 23/2026 entra in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dovrà ora essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni.

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