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Se la badante deve parlare veneto…

‘El piron’, ‘a tecia’ e ‘a carega’. Per il Presidente della Provincia di Treviso le colf sono obbligate a conoscerne il significato

Treviso – 16 luglio 2009 – Le badanti trevigiane devono parlare veneto. Sono obbligate a sapere cosa sono ‘el piron’ e ‘a tecia’. La Provincia di Treviso dunque intende istruirle e pensa a inserire anche corsi del dialetto locale nel piano di formazione che prevede anche un albo provinciale ad hoc. “La lingua veneta – dice il presidente della Provincia Leonardo Muraro in una nota – dovrebbe essere obbligatoria per gli stranieri e facoltativa per gli italiani”.

“Credo possa essere sufficientemente logico e condivisibile che chi opera nelle nostre case, a stretto contatto con i nostri anziani, debba sapere che ‘el piron’ è la forchetta, che ‘a tecia’ è la pentola e che ‘a carega’ e’ la sedia: in sintesi, si tratta di fornire almeno gli elementi base di una conversazione, vogliamo formare delle persone preparate a questo delicato ruolo fatto di competenza ma soprattutto di relazioni umane”.

”Gli uffici provinciali sono già al lavoro – fa sapere Muraro – per istituire il corso di formazione e l’albo provinciale delle badanti che, ritengo potrebbe rappresentare un’utile soluzione sia per i bisogni delle famiglie che per molti lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. La nostra intenzione – spiega il presidente – è quella di istituire un corso professionale, in collaborazione con l’Usl, con docenti preparati ed esperti, affiancando però degli insegnamenti che tengano conto dello stile di vita e dell’abitudine all’uso del dialetto dei nostri anziani”.

A.I.

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