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Stranieri negli archivi INPS: 4,6 milioni tra lavoratori, pensionati e percettori di sostegno al reddito

Roma, 2 dicembre 2025 – L’INPS aggiorna la fotografia della presenza straniera nel sistema previdenziale italiano. Nel 2024 risultano registrati 4.611.267 cittadini stranieri, comunitari e non, all’interno delle banche dati dell’Istituto: un universo composito, composto in larga parte da lavoratori attivi, ma anche da pensionati e da percettori di prestazioni di sostegno al reddito.

Di questi, ben 3.980.609 sono lavoratori (pari all’86,3% del totale), 378.645 sono pensionati (8,2%) e 252.013 (5,5%) ricevono forme di disoccupazione o mobilità. La prevalenza è nettamente non comunitaria: il 75,4% – circa 3,5 milioni di persone – proviene da Paesi extra UE, mentre il 6,2% proviene dagli Stati dell’UE15 e il restante 18,4% dagli altri Paesi dell’Unione.

Secondo l’Osservatorio sugli stranieri dell’INPS, che ha pubblicato anche le serie storiche 2015-2024, la comunità più rappresentata è quella della Romania, con 697 mila residenti (15,1% del totale). Seguono Albania (446 mila, 9,7%), Marocco (366 mila, 7,9%), Cina (229 mila, 5%) e Ucraina (225 mila, 4,9%).

Sul piano demografico emerge una forte prevalenza maschile (57,4%), con picchi particolarmente elevati per Pakistan (94,5%), Bangladesh (93,9%), Egitto (92,2%), Senegal (82,4%), India (78,2%) e Marocco (71,3%). Situazione opposta per comunità come Ucraina, Moldova, Perù e Filippine, dove il peso femminile è maggioritario.

Dal punto di vista dell’età, i non comunitari risultano in media più giovani: il 46,1% ha meno di 39 anni, contro il 29,9% dei comunitari. Il 42,4% ha tra 40 e 59 anni, mentre solo l’11,5% supera i 60 anni (contro il 17,3% dei comunitari).

Anche la distribuzione territoriale offre una geografia precisa. Il 61,8% degli stranieri censiti risiede o lavora al Nord, il 23,1% al Centro e il 15,1% nel Mezzogiorno. In rapporto alla popolazione residente, l’incidenza è di 10,3 stranieri ogni 100 abitanti al Nord, 9,1 al Centro e 3,5 nel Sud e nelle Isole; la media nazionale si attesta a 7,8 ogni 100 residenti.

Il cuore della presenza straniera resta comunque il mondo del lavoro. I 4 milioni di lavoratori stranieri sono per la maggior parte dipendenti del settore privato: 3,5 milioni, di cui 58,3% maschi, con una retribuzione media annua di 16.700 euro.
Nel dettaglio, 2,7 milioni sono impiegati nei settori non agricoli, con una retribuzione media di 18.800 euro; 314 mila lavorano in agricoltura (media 9.700 euro); quasi 500 mila sono lavoratori domestici, in larga prevalenza donne, con una retribuzione media di 9.800 euro.

Questi numeri confermano – ancora una volta – il ruolo strutturale e indispensabile della popolazione straniera nel mercato del lavoro e nel sistema previdenziale italiano. Un contributo concreto e misurabile, che riguarda milioni di persone e che continua a sostenere interi comparti dell’economia nazionale.

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