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Trentino. Migranti al freddo, mancano posti letto: l’emergenza dell’inverno 2026

Roma, 5 gennaio 2026 – Le temperature gelide di inizio 2026 stanno mettendo seriamente a rischio la vita di chi dorme in strada. In questo periodo dell’anno, migrazione forzata e condizione di senza tetto finiscono per sovrapporsi, dando origine a una situazione paradossale e drammatica: persone che avrebbero diritto a un percorso di accoglienza si ritrovano invece esposte al freddo estremo, senza un posto letto.

Sulla carta, richiedenti asilo e senza fissa dimora appartengono a due mondi distinti. La legge nazionale prevede per chi chiede protezione internazionale non una semplice sistemazione notturna, ma un progetto di accoglienza strutturato. Nella realtà, però, le liste d’attesa sono talmente lunghe da trasformare questo diritto in un’attesa senza riparo.

Attualmente in Trentino sono 90 i richiedenti asilo in attesa di un progetto”, spiega Daniele Danese, direttore del Centro Astalli. Un numero che racconta come, di fatto, molti migranti forzati finiscano per diventare clochard forzati, privi di alternative immediate.

Per far fronte all’emergenza freddo, sono stati allestiti 24 posti letto supplementari in palestra, che si aggiungono ai 35 posti del dormitorio alle ex Bellesini, gestito proprio dal Centro Astalli. In totale, i posti disponibili per richiedenti protezione internazionale finanziati dall’Amministrazione comunale sono 59, ma non bastano a coprire il fabbisogno reale.

Non ci sono posti per tutti ora e ce ne saranno ancora meno in futuro”, avverte Danese, “è infatti previsto un taglio del 50% ai 730 posti attualmente previsti”. Una prospettiva che alimenta una forte preoccupazione, soprattutto alla luce dell’inasprirsi delle condizioni climatiche e della crescente fragilità sociale.

L’inverno, ancora una volta, mette a nudo le contraddizioni del sistema di accoglienza: diritti riconosciuti ma non garantiti, progetti sulla carta e persone costrette a dormire al freddo. In Trentino, come in molte altre zone d’Italia, l’emergenza abitativa e l’accoglienza dei migranti si incontrano, mostrando quanto sottile sia il confine tra protezione ed esclusione.

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