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Una nuova visione per l’immigrazione in Europa: le proposte di Raphael Glucksmann

Roma, 12 aprile 2024 – In un’Europa dove il dibattito sull’immigrazione spesso genera divisioni e polarizzazione, il candidato del Partito Socialista/Place Publique alle elezioni europee, Raphael Glucksmann, sta promuovendo una visione audace e pragmatica. Intervistato da France Info, Glucksmann ha espresso con forza la sua convinzione nella necessità di creare “vie d’immigrazione legali” nell’Unione Europea, basate su quote calibrate in base alle esigenze delle economie europee.

La sua posizione si pone in netto contrasto con l’approccio rigido di “muri assoluti” e “immigrazione zero”, respingendo fermamente il concetto di una politica migratoria basata sull’isolamento e sulla chiusura. Invece, propone un sistema che non solo soddisfi le esigenze di manodopera dell’Europa, ma anche garantisca un arrivo sicuro per coloro che cercano rifugio e opportunità nel continente.

Una delle sue critiche più accese riguarda il trattato di Dublino, che impone un’onere sproporzionato sui Paesi di primo ingresso come l’Italia e la Grecia. Glucksmann lo definisce una “catastrofe umana e politica”, sottolineando come il peso dell’accoglienza debba essere equamente distribuito tra tutti gli Stati membri dell’UE.

Per affrontare questa sfida, Glucksmann propone un sistema di quote non basate sulla nazionalità, ma sulle necessità delle economie europee. Questo approccio, sostiene, non solo fornirebbe la manodopera necessaria, ma garantirebbe anche un’immigrazione sicura e regolata, evitando le tragedie umanitarie che troppo spesso si verificano lungo le rotte migratorie.

La sua critica al Patto asilo e immigrazione, attualmente in discussione nel Parlamento europeo, è altrettanto forte. Glucksmann lo vede come un ostacolo all’armonizzazione delle politiche europee sull’immigrazione, permettendo a Paesi come l’Ungheria di eludere le proprie responsabilità verso i richiedenti asilo.

In definitiva, Glucksmann chiama a una riforma radicale del sistema migratorio europeo, basata su principi di equità, solidarietà e pragmatismo. Il suo appello per una visione più umana e inclusiva dell’immigrazione potrebbe essere un punto di svolta nel dibattito politico europeo, spingendo verso soluzioni più efficaci e compassionate per affrontare una delle sfide più urgenti del nostro tempo.

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