Roma, 19 dicembre 2025 – In occasione della Giornata Internazionale del Migrante, l’Unicef ha promosso il secondo confronto nazionale tra giovani con background migratorio e istituzioni, mettendo al centro i bisogni dei minorenni migranti e rifugiati in Italia. L’iniziativa ha rappresentato un momento di ascolto diretto e di dialogo strutturato su temi cruciali come orientamento al lavoro, salute mentale e violenza di genere.
Attraverso la piattaforma Unicef U-Report On The Move, sono stati coinvolti oltre 1.289 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 19 anni, i cui contributi restituiscono un quadro eterogeneo e critico. Sul fronte di formazione e lavoro, il 23% dichiara di aver ricevuto informazioni insufficienti, mentre il 32% afferma di non averne ricevute affatto. Ancora più allarmante il dato relativo al lavoro irregolare: il 44% ha lavorato senza contratto almeno una volta. Anche l’accompagnamento personale appare carente: solo 4 giovani su 10 si sono sentiti adeguatamente supportati nel perseguire i propri obiettivi.
Criticità emergono anche sul piano della salute mentale. Se è vero che 5 giovani su 10 affermano di sentirsi ascoltati, resta significativa la quota di chi sperimenta esclusione: il 13% si sente raramente ascoltato e il 10% mai. Il sostegno emotivo risulta discontinuo: solo il 23% si sente sempre supportato, mentre il 49% lo percepisce solo a volte e il 28% per nulla.
Particolarmente preoccupanti i dati sulla violenza di genere. Solo il 52% dei giovani sa con certezza cosa significhi, con il rischio concreto che situazioni di abuso o discriminazione non vengano riconosciute. La conoscenza dei servizi di supporto è limitata: appena il 35% sa a chi rivolgersi e solo il 36% dichiara di conoscere i servizi presenti sul territorio. A questo si aggiunge una scarsa consapevolezza dei rischi online: 2 giovani su 10 non ritengono che la violenza di genere possa manifestarsi anche nel mondo digitale, evidenziando la necessità di rafforzare l’educazione alla sicurezza digitale e la prevenzione della violenza online.
Durante l’incontro, lo Steering Group, nato per promuovere il dialogo diretto tra pari e istituzioni e rafforzare la partecipazione dei minorenni stranieri non accompagnati (Msna) e dei giovani migranti e rifugiati/e nei processi decisionali, ha presentato una serie di raccomandazioni rivolte alle istituzioni. Tra le priorità indicate: la necessità di garantire informazioni chiare, accessibili e adattate a lingua, età e genere, assicurando la conoscenza dei diritti e dei servizi disponibili; la formazione specifica degli operatori e delle operatrici coinvolti nei percorsi dei Msna e dei giovani adulti; la creazione di spazi di dialogo, ascolto e partecipazione attiva.
All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti del ministero dell’Interno, del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del ministero dell’Istruzione e del Merito, del ministero della Salute, del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Commissione Europea, della Direzione generale Migrazione e Affari interni (Home) e dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar), a conferma di un coinvolgimento istituzionale ampio e trasversale.
«Ogni volta che ascoltiamo la voce di minorenni non accompagnati e giovani presenti in Italia, facciamo un passo avanti per comprendere le loro sfide e costruire politiche di accoglienza più inclusive e rispondenti ai loro bisogni. La strada è lunga, ma la presenza delle istituzioni all’incontro di oggi rappresenta un momento importante per realizzare concretamente i diritti, oltre che le aspirazioni di ragazze e ragazzi», ha dichiarato Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore in Italia dell’Ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia centrale.


