Roma, 4 novembre 2025 – L’imprenditoria straniera in Italia continua a crescere, nonostante il rallentamento generale dell’economia. A fine giugno 2025 si contano 678mila imprese guidate da cittadini stranieri, con un incremento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Nel primo semestre del 2025, le iscrizioni di nuove imprese hanno sfiorato quota 37mila (in lieve calo di 267 unità rispetto al 2024), mentre le cessazioni sono state 20.754 (-804). Il saldo positivo supera dunque le 16mila imprese, confermando la vitalità del comparto.
I dati emergono dal report semestrale elaborato nell’ambito del progetto Futurae – Programma imprese migranti, promosso da Ministero del Lavoro e Unioncamere e finanziato dal Fondo nazionale per le politiche migratorie.
A trainare la crescita sono soprattutto costruzioni (+3,2%) e agricoltura (+3,7%), che rappresentano rispettivamente il 25% e il 3% del totale. Il commercio, pur restando il settore più rappresentato con 275mila imprese, mostra solo un lieve recupero (+0,1%). In aumento anche l’industria manifatturiera (+1,1%), dove operano oltre 50mila imprese straniere.
Un altro segnale positivo arriva dalle società di capitale, cresciute dell’11,4% in un anno e ormai oltre quota 147mila. Restano comunque predominanti le imprese individuali, che costituiscono il 72% del totale.
Dal punto di vista territoriale, il Nord Ovest si conferma la locomotiva dell’imprenditoria straniera, con il 32% delle imprese totali e una crescita del +3,6% su base annua, superiore a quella del Nord Est (+2,8%). Il Centro mostra una sostanziale stabilità (+0,3%), mentre il Mezzogiorno registra un lieve calo (-0,5%).
Sul piano provinciale, Prato resta in testa con il 32,7% di imprese straniere sul totale, seguita da Trieste (20%) e Imperia (18,2%), che supera Firenze (18,1%). All’estremo opposto si colloca la provincia di Barletta-Andria-Trani, con la minore incidenza.
Analizzando le imprese individuali, i principali Paesi di provenienza degli imprenditori risultano essere Marocco, Romania e Cina, confermando la diversità culturale e geografica che caratterizza il tessuto produttivo migrante italiano.
In sintesi, i dati Unioncamere-InfoCamere raccontano un comparto dinamico e resiliente, capace di creare occupazione e valore economico, e sempre più protagonista del panorama imprenditoriale nazionale.


