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Flussi. Posso venire in Italia anche se ho avuto un’espulsione?

Ho trovato un datore di lavoro che mi vuole far venire in Italia e assumere con i flussi per lavoro stagionale, ma in passato ho avuto un decreto di espulsione. Questo è un problema?

26 Aprile 2016 –  Il decreto di espulsione amministrativa prevede che lo straniero non può rientrare in Italia (né in tutta l’area Schengen) normalmente per un periodo non inferiore a 3 anni ne superiore a 5 anni. Per  motivi particolari di pericolosità dell’individuo può essere previsto anche un allontanamento superiore a 5 anni. 

Il tempo esatto per il quale non può far rientro è specificato nello stesso decreto di espulsione e il divieto di rientro decorre dalla data di esecuzione dell’espulsione, attestata dal timbro d’uscita emesso sul passaporto dell’interessato. Solo decorso quel periodo, quindi, lo straniero può fare rientro in Italia e quindi anche essere assunto attraverso la procedura dei flussi d’ingresso. 

In ogni caso, comunque, prima di rientrare, dovrà presentare una richiesta di riammissione all’Ambasciata o Consolato italiano presente nel Paese di appartenenza o residenza. In quell’occasione dovrà dimostrare di essersi effettivamente allontanato dall’Italia, ad esempio esibendo il passaporto sul quale è stato apposto il timbro di uscita nonché altra eventuale documentazione che dimostra che ha soggiornato nel Paese di origine o di residenza, come ad esempio certificati medici emessi dalle autorità sanitarie, certificati di studio, ecc. 

Le autorità consolari verificheranno l’identità del richiedente e inoltreranno la domanda al Ministero dell’Interno. Il Ministero, una volta che riceverà tutta la documentazione, valuterà e verificherà la sussistenza dei requisiti per il reingresso in Italia. È buona prassi, inoltre, verificare se il proprio nominativo è inserito ancora nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS), avanzando richiesta al Ministero dell’Interno, perché nel caso in cui risultasse ancora segnalato, bisognerà richiederne la cancellazione per evitare eventuali problemi al momento del rientro in Italia.

 

Come rientrare durante il periodo di divieto di reingresso 

Bisogna tener presente che lo straniero colpito da un decreto di espulsione non può rientrare in Italia durante il periodo di allontanamento senza un’autorizzazione emessa da parte del Ministero dell’Interno, in caso contrario il trasgressore è punibile con la reclusione da 1 a 4 anni ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. La suddetta autorizzazione va richiesta dall’interessato alla Rappresentanza Diplomatica italiana presente nel Paese di residenza, e viene concessa in casi particolari come il ricongiungimento familiare; in seguito ad un’autorizzazione da parte del Tribunali per minori oppure per motivi di giustizia (presenza in Tribunale durante un processo)

ATTENZIONE: Le espulsione amministrative adottate nei confronti degli stranieri che si sono sottratti ai controlli della frontiera, e che non sono stati respinti direttamente al valico per mancanza dei requisiti per l’ingresso, sono irrevocabili ai sensi dell’art. 13, comma 13 del D. Lgs. 286/98.

Lo stesso vale per chi ha avuto un decreto di espulsione amministrativo perché si è fermato in Italia superando il periodo massimo di breve soggiorno consentito (sia dal visto che in base agli accordi bilaterali) nonché per chi ha avuto la revoca, l’annullamento o il rifiuto di rilascio oppure di rinnovo del permesso di soggiorno. La stessa disposizione si applica anche per chi non ha rinnovato il proprio permesso di soggiorno entro il limite massimo di tempo consentito dalla legge per il rinnovo del permesso, ovvero 60 giorni dalla data di scadenza, senza un valido motivo di forza maggiore.

 

Né il Testo Unico per l’Immigrazione né altri testi normativi contemplano la revoca in senso stretto dei decreti di espulsione. Il motivo per il quale non è possibile revocare il decreto di espulsione in questi casi è perché il decreto non è stato emesso con un criterio di discrezionalità, ma perché lo straniero ha infranto le regole che normano l’ingresso e soggiorno in Italia, senza nessuna eventuale motivazione di forza maggiore, per cui le autorità emettendo il decreto di espulsione eseguono soltanto ciò che prevede la legge in quei casi.

 

D.ssa Maria Elena Arguello

 

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