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Ismu, 5,9 milioni di stranieri in Italia, 435 mila irregolari

Se si contano anche quelli che sono diventati italiani, gli immigrati sono aumentati del 3,9% in un anno. Il dati del XXII Rapporto sulle migrazioni 2016

 

Milano – 1 dicembre 2016 – Al  1° gennaio 2016 gli stranieri in Italia erano 5,9 milioni, tra immigrati regolari e non, il 9,5% della popolazione, con un aumento di 52mila unità (+0,9%) rispetto all’anno precedente. A crescere è stata soprattutto la componente irregolare (+31mila), che registra una leggera ripresa con 435mila persone senza permesso di soggiorno, contro le  404mila stimate all’inizio del 2015. 

Sono dati del XXII Rapporto sulle migrazioni 2016, elaborato dalla Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) e presentato oggi  a Milano. Nel corso del convegno sono stati anche assegnati i  due premi Ismu 2016, uno all’imprenditore albanese Pajtim Brija, l’altro alla squadra di calcio di richiedenti asilo Black Panthers.

A prima vista, si legge nel comunicato diffuso dalla Fondazione,  l’incremento della popolazione immigrata sembrerebbe modesto. Se però teniamo conto anche delle acquisizioni di cittadinanza avvenute nel 2015, lo scenario cambia e potremo leggere con più realismo i numeri effettivi della crescita. Nel 2015 i nuovi italiani sono infatti 178mila (contro i 130mila del 2014 e i 60mila del 2012). Se ai 52mila stranieri presenti conteggiati in più (regolari e non) si aggiungono i 178mila immigrati che hanno acquisito la cittadinanza italiana, l’incremento del numero complessivo dei presenti sale intanto a 230mila, con un aumento complessivo del 3,9%. 

I dati dunque indicano che la crescita c’è ma non si vede e al tempo stesso sottolineano come gli immigrati in Italia siano in genere più stabili e integrati.

 Intanto continua a essere elevato il numero di migranti e di richiedenti protezione internazionale che arrivano via mare nel nostro paese. Nel corso degli ultimi cinque anni infatti il numero dei migranti sbarcati sulle nostre coste è quasi triplicato: dai 63mila nel 2011, ai 154mila del 2015, passando per la punta dei 170mila del 2014. Ad anno non ancora concluso l’Italia ha già raggiunto un nuovo record per quanto riguarda gli sbarchi di migranti: sono 171mila gli arrivi via mare registrati tra il primo gennaio e il 27 novembre del 2016, cifra già superiore quindi a quella raggiunta nell’anno 2014 (170mila arrivi) e a quella del 2015 (154mila).

 Parallelamente si regista anche un incremento dei richiedenti asilo: nei primi 10 mesi del 2016 sono state presentate 98mila domande (contro 84mila nel 2015). Aumentano anche i minori non accompagnati giunti via mare: al 31 ottobre 2016 se ne contano oltre 22mila contro i 12.360 dell’intero anno 2015. 

Negli ultimi anni la natalità degli stranieri è scesa gradualmente: agli 80mila nati del 2012 (massimo raggiunto) si è passati infatti da 78mila nati del 2013, ai 75mila del 2014 fino ai 72mila del 2015. Quindi, anche se il loro contributo allo svecchiamento della popolazione rimane comunque importante, è evidente che si stanno sempre più adattando al modello riproduttivo della società italiana e che la prevista rivoluzione delle culle, che qualcuno teorizzava, si è rivelata una falsa aspettativa. 

Sul fronte lavorativo si registra nel 2015 un aumento dell’occupazione straniera (+ 2,8% rispetto all’anno precedente). Inoltre per la prima volta dopo diversi anni si calcola una diminuzione dei disoccupati stranieri che sono 456.115 (-9.579 rispetto all’anno precedente). Gli immigrati senza lavoro rappresentano il 18% dei disoccupati complessivi.

Ulteriori dati sono disponibili nella sintesi del XXII Rapporto sulle migrazioni 2016. Online ci sono anche le slide degli interventi del segretario Generale della Fondazione Ismu Vincenzo Cesareo e del responsabile settore monitoraggio Gian Carlo Blangiardo

 

 

 

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