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Austria, ripartono i trasferimenti verso l’Italia: quattro migranti rimandati dal 12 giugno

Roma, 19 agosto 2026 – L’Austria ha iniziato a trasferire nuovamente in Italia migranti per i quali il nostro Paese risulta competente secondo le regole europee in materia di asilo. Dal 12 giugno 2026 sono già quattro le persone rimandate sul territorio italiano attraverso una nuova modalità resa possibile dal quadro europeo sulla migrazione.

A comunicarlo è stato il ministero dell’Interno austriaco, spiegando che i trasferimenti sono avvenuti utilizzando mezzi di trasporto pubblico, nell’ambito delle possibilità previste dal Patto Ue su migrazione e asilo e dal nuovo Sistema europeo comune di asilo (Geas).

La procedura rappresenta una novità soprattutto dal punto di vista operativo. Non è infatti necessariamente previsto un accompagnamento delle autorità fino alla frontiera italiana. In determinati casi può essere la stessa amministrazione austriaca a fornire alla persona interessata il titolo di viaggio necessario per raggiungere l’Italia.

«Con il Patto sull’asilo c’è ora la possibilità che l’autorità metta a disposizione della persona straniera un biglietto del treno o dell’autobus», ha spiegato il ministero, secondo quanto riportato dall’agenzia LaPresse.

Vienna ha quindi confermato che «dal 12 giugno 2026, in questo modo, finora quattro persone sono state trasferite in Italia».

Quanti trasferimenti potrebbero arrivare?

Resta però ancora da chiarire la reale portata del fenomeno. Il ministero dell’Interno austriaco non ha fornito indicazioni sul numero complessivo di migranti che potrebbero essere interessati dai trasferimenti verso l’Italia nei prossimi mesi.

Non è stato inoltre precisato se la nuova procedura venga applicata esclusivamente alle persone entrate nel sistema europeo dell’asilo dopo il 12 giugno oppure se possa riguardare anche richiedenti già presenti in Austria prima di quella data.

Il tema è particolarmente rilevante per l’Italia, tradizionalmente uno dei principali Paesi di ingresso nell’Unione europea attraverso le rotte del Mediterraneo. La determinazione dello Stato responsabile dell’esame di una domanda di protezione internazionale può infatti comportare il trasferimento di un richiedente da un Paese europeo a un altro.

Il nuovo quadro europeo

Il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo ha modificato profondamente il sistema comunitario, introducendo nuove procedure per la gestione delle domande, dei movimenti tra Stati membri e dei trasferimenti delle persone per le quali viene individuato un altro Paese europeo come responsabile.

L’avvio dei trasferimenti dall’Austria rappresenta dunque uno dei primi effetti concreti delle nuove procedure. La scelta di utilizzare treni e autobus punta inoltre a rendere più semplice l’esecuzione dei trasferimenti rispetto alle modalità tradizionali, che possono richiedere un maggiore impiego di personale e risorse.

Per il momento i numeri comunicati da Vienna restano limitati: quattro trasferimenti in poco più di due mesi. Sarà però l’evoluzione dei prossimi mesi a chiarire se si tratti di casi circoscritti oppure dell’inizio di un flusso più consistente di trasferimenti dall’Austria verso l’Italia.

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