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Sea Watch e Sea Eye, negare lo sbarco ai 49 migranti è un atto di crudeltà. Aprite i porti!

Roma, 9 gennaio 2019 – Sono quasi 20 giorni che il governo italiano e quelli degli altri paesi europei rifiutano di aprire i porti ai 49 uomini, donne e bambini sulle navi Sea Watch e Sea Eye. Ogni giorno ricevono gli aggiornamenti sulla sofferenza di queste persone ma se ne fregano altamente. Hanno festeggiato il Natale e il Capodanno, e adesso stanno ritornando a lavoro mettendo in moto il loro solito gioco diplomatico per cercare la soluzione, con ritmi da lumaca.

Nel frattempo i migranti sulle due navi sono allo stremo. Come dice Giorgia Linardi, portavoce italiana di Sea Watch, la situazione a bordo si fa più difficile ogni ora che passa. “Da un momento all’altro potrebbe scatenarsi una crisi, possiamo aspettarci qualunque cosa da persone tenute in cattività da 17 giorni, con il mal di mare, dopo aver subito violenza”. Aggiunge: “Resistono come noi non saremo mai in grado di fare, aiutandosi le une con le altre ma le condizioni meteo sono in peggioramento e molti di loro sono allo stremo delle forze”. E alcuni dei migranti hanno iniziato a rifiutare il cibo. Si teme che “il loro stato psicologico e di salute possa peggiorare sensibilmente”.

Che cuore hanno il governo italiano e tutti gli altri governi europei?
Come fanno a mangiare e dormire tranquillamente mentre 49 PERSONE sono costrette a soffrire sulle due navi da quasi 20 giorni?
Vi sentite minacciati da queste persone che cercano rifugio?
Avete paura che se una volta sbarcati mangeranno tutto il vostro cibo?
Avete paura che se imbarcano occuperanno tutti i vostri spazi?
Avete paura che ruberanno tutti i vostri lavori?
Avete paura che se sbarcano consumeranno tutta la vostra aria?
Avete paura che se sbarcano diventerete subito poveri?

Cari leader europei, siete una profonda delusione. Mi tocca ricordarvi che quelle 49 persone su quelle navi SONO ESSERI UMANI proprio come voi. Provate ad immaginare che cosa vuol dire galleggiare per tutto questo tempo con le attuali condizioni meteorologiche. Se avete ancora un briciolo di cuore, APRITE I PORTI SUBITO A QUESTE PERSONE. Vi assicuro che le vostre condizioni di vita non si peggioreranno se fate sbarcare queste nostre sorelle, questi nostri fratelli, e questi nostri bambini.

Stephen Ogongo,
Coordinatore di Cara Italia

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