in

Miraglia (Arci): “Questa regolarizzazione non basta”

Roma, 18 maggio 2020 – “La conferma del provvedimento di emersione parziale del lavoro irregolare degli stranieri (e non solo) nel testo approvato dal CdM è una buona notizia, come lo è qualsiasi notizia che consenta anche solo ad una persona di uscire dalla condizione terribile di ricattabilità e sfruttamento nella quale oggi sono costrette migliaia di persone di origine straniera. Non è però quello che serviva e non è quello che ci saremmo aspettati”.

Così in una nota Filippo Miraglia, responsabile immigrazione per Arci.

Miraglia prosegue: “Come l’esperienza più che trentennale delle regolarizzazioni insegna (7 dal 1986 al 2012 per un totale di 1,8 milioni di persone regolarizzate) a cui periodicamente ricorrono i governi, in assenza di vie d’accesso legali per lavorare nel nostro Paese, ogni condizione, ogni ostacolo posto all’accesso al provvedimento si trasforma in compravendita di documenti e prove volte ad ottenere un titolo di soggiorno”

Per il responsabile Arci “la retorica della legalità si trasforma immediatamente e concretamente nel suo contrario: corruzione e ricatti. Purtroppo tutte le condizioni emerse dalla mediazione nella maggioranza, oltre ad alimentare gli imbrogli e foraggiare gli imbroglioni, lasceranno fuori decine di migliaia di persone che un lavoro ce l’hanno”. 

Agricoltura. Magrini (Coldiretti): “Con la regolarizzazione non si risolve il problema della manodopera”

Al via la regolarizzazione. Chi può accedere alle procedure? L’esperto risponde