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Patto Ue su migrazione e asilo, il decreto diventa legge: nuove regole per richieste, frontiere e accesso al lavoro

Roma, 9 agosto 2026 – Il decreto legge 100/2026 sulla giustizia e sull’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo è stato definitivamente convertito in legge. La Camera ha approvato il provvedimento nella seduta notturna del 5 agosto con 165 voti favorevoli e 80 contrari, dopo che il Governo aveva posto la questione di fiducia, come già avvenuto al Senato. Il testo è stato quindi convertito senza modifiche rispetto alla versione approvata dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento rappresenta il primo intervento legislativo con cui l’Italia adegua il proprio ordinamento alle nuove regole europee introdotte dal Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, entrato nella sua fase applicativa il 12 giugno 2026. Dei 18 articoli complessivi del decreto, i primi nove riguardano la giustizia, mentre la seconda parte interviene direttamente sulle norme relative a immigrazione, protezione internazionale e controllo delle frontiere.

Richiedenti asilo, lavoro possibile dopo 90 giorni

Tra le novità con maggiore impatto per i cittadini stranieri figura la modifica delle condizioni di accesso al mercato del lavoro da parte dei richiedenti protezione internazionale.

Il periodo durante il quale il richiedente non può svolgere attività lavorativa viene infatti portato a 90 giorni. Il decreto interviene inoltre sulle diverse fasi della domanda di protezione internazionale, dalla manifestazione della volontà di chiedere asilo alla registrazione e alla formalizzazione della richiesta, disciplinando anche i documenti che devono essere rilasciati al richiedente.

Le modifiche coinvolgono anche il diritto del richiedente a rimanere sul territorio nazionale durante l’esame della domanda, le procedure di asilo alla frontiera, i trasferimenti e la gestione delle domande considerate manifestamente infondate.

Procedure accelerate e controlli alle frontiere

Una parte significativa della nuova disciplina riguarda le frontiere esterne e le procedure da applicare nei confronti delle persone entrate irregolarmente nell’Unione europea.

Il decreto introduce e modifica le procedure accelerate e di frontiera, stabilendo specifici termini per la loro conclusione. Vengono inoltre regolamentati gli accertamenti nei confronti degli stranieri rintracciati dopo un attraversamento irregolare della frontiera o in seguito a operazioni di soccorso in mare.

Sono previsti il trasferimento presso appositi punti di crisi, controlli sanitari e di sicurezza, verifiche delle eventuali condizioni di vulnerabilità e operazioni di identificazione attraverso il rilevamento delle impronte digitali e dei dati biometrici. Le informazioni raccolte potranno essere trasmesse al sistema europeo Eurodac, che viene rafforzato anche attraverso l’utilizzo delle immagini facciali.

Trattenimento e rischio di fuga

Il nuovo quadro normativo interviene anche sulle misure applicabili nei confronti dei richiedenti asilo. Viene disciplinata, nei casi previsti dalla legge, la possibilità per il prefetto di imporre l’obbligo di risiedere in un determinato luogo, prevedendo al tempo stesso strumenti di tutela giurisdizionale.

Cambiano inoltre le disposizioni relative alla valutazione del rischio di fuga, alle misure alternative al trattenimento e alle condizioni nelle quali il richiedente può essere trattenuto.

Il decreto introduce anche il fermo amministrativo finalizzato agli accertamenti, che deve essere comunicato al procuratore della Repubblica e sottoposto alla convalida del giudice di pace, con specifiche garanzie previste per i minori.

Potenziate Commissioni territoriali e uffici giudiziari

L’attuazione del nuovo sistema europeo richiederà anche un rafforzamento delle strutture amministrative e giudiziarie.

Sono previste misure per potenziare le Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, ampliare le competenze delle sezioni specializzate in materia di immigrazione e istituire sezioni destinate allo smaltimento dell’arretrato. Interventi specifici riguardano inoltre il rafforzamento dell’amministrazione giudiziaria.

Una riforma ancora in due fasi

La conversione del decreto 100/2026 non conclude tuttavia il percorso di adeguamento italiano al nuovo sistema europeo.

Il Governo ha scelto infatti una strategia legislativa articolata in due fasi. Il decreto interviene sulle modifiche considerate più urgenti e necessarie per rendere immediatamente operative le nuove procedure europee. La revisione complessiva della normativa italiana dovrà invece essere completata attraverso un secondo provvedimento legislativo, già presentato dal Governo e attualmente all’esame del Parlamento.

Alla base della riforma c’è un cambiamento profondo del sistema europeo comune di asilo: molte delle precedenti direttive vengono sostituite da regolamenti europei direttamente applicabili negli Stati membri, riducendo quindi gli spazi di discrezionalità dei singoli legislatori nazionali.

Con la conversione del decreto 100/2026 prende così concretamente avvio anche in Italia il nuovo assetto previsto dal Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, destinato a modificare in maniera significativa le procedure di ingresso, identificazione, accoglienza, esame delle domande di protezione e gestione delle frontiere.

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