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Permesso unico lavoro, arriva il via libera definitivo del governo

Roma, 13 aprile 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che introduce il nuovo permesso unico lavoro, recependo la Direttiva (UE) 2024/1233. La decisione è arrivata il 9 aprile, dopo il passaggio parlamentare che ha visto il parere favorevole di Camera e Senato senza osservazioni.

Il provvedimento rappresenta un passo significativo verso la semplificazione delle procedure per i cittadini di Paesi terzi che intendono vivere e lavorare in Italia. L’obiettivo è quello di unificare in un’unica domanda sia il permesso di soggiorno sia l’autorizzazione al lavoro, riducendo tempi e complessità burocratiche.

Tempi certi e più tutele per i lavoratori

Tra le principali novità introdotte dal decreto, spicca l’obbligo per la pubblica amministrazione di rispettare tempi più rapidi. Il permesso unico lavoro dovrà essere rilasciato dal questore entro 30 giorni dal completamento della domanda. Per i rinnovi, invece, il termine previsto è di 90 giorni. Un’altra innovazione riguarda il ruolo del datore di lavoro. Quest’ultimo sarà tenuto a informare tempestivamente il lavoratore straniero su tutte le comunicazioni ricevute durante l’iter del nulla osta, rafforzando così trasparenza e tutela dei diritti.

Iter parlamentare senza ostacoli

Il decreto era stato approvato in via preliminare lo scorso 20 gennaio dal Consiglio dei Ministri, per poi essere trasmesso alle Camere. Le Commissioni competenti di Camera e Senato hanno espresso parere positivo, senza avanzare modifiche o rilievi, consentendo così un’approvazione definitiva rapida.

Verso una procedura più semplice e uniforme

Con questo intervento normativo, l’Italia si allinea agli standard europei, introducendo una procedura più snella e un sistema di diritti comuni per i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti. Il nuovo permesso unico lavoro punta quindi a rendere più efficiente l’ingresso nel mercato del lavoro per i cittadini extra UE, garantendo al tempo stesso maggiore chiarezza nei rapporti tra lavoratori, datori di lavoro e amministrazione pubblica.

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