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Migranti, l’allarme dei vescovi europei: «Triste vedere cittadini mobilitarsi contro chi è nel bisogno»

Roma, 8 luglio 2026 – Il clima di crescente ostilità nei confronti dei migranti preoccupa la Chiesa europea. A lanciare l’allarme è monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina e presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, che ha espresso profonda amarezza di fronte alle mobilitazioni organizzate da gruppi di cittadini per impedire l’arrivo o la permanenza di persone migranti nei propri territori.

Il presule è intervenuto durante l’omelia della messa celebrata a Latina per la festa di Santa Maria Goretti, richiamando la necessità di non ridurre la questione migratoria a un problema esclusivamente di ordine pubblico o di gestione amministrativa.

Secondo Crociata, governare il fenomeno migratorio è certamente necessario, ma prima ancora viene il dovere di prestare attenzione alle persone, rispettarne la dignità e costruire forme di accoglienza responsabile. Il vescovo ha definito triste vedere cittadini mobilitarsi per allontanare altre persone che si trovano in condizioni di bisogno.

Il messaggio arriva in una fase in cui, in diverse parti d’Europa, l’apertura di centri di accoglienza o l’arrivo di nuovi gruppi di migranti provoca proteste e tensioni locali. Per il presidente dei vescovi europei, tuttavia, la risposta non dovrebbe essere quella della contrapposizione tra comunità residenti e nuovi arrivati.

Al contrario, sarebbe necessaria un’alleanza tra cittadini e istituzioni per individuare soluzioni concrete e sostenibili, capaci di tenere insieme le esigenze dei territori e la tutela delle persone più vulnerabili. Il rischio, secondo Crociata, è quello di considerare uomini e donne in difficoltà soltanto come «problemi e minacce», perdendo di vista la dimensione umana della migrazione.

Le parole del vescovo non negano quindi la necessità di regole e organizzazione. Il richiamo è piuttosto a una gestione che non separi l’efficienza amministrativa dalla responsabilità morale. In questa prospettiva, l’accoglienza non significa assenza di controllo, ma capacità di affrontare un fenomeno complesso senza trasformare chi migra in un nemico.

Crociata ha inoltre ricordato l’impegno della Chiesa nell’assistenza alle persone migranti, sottolineando come, in alcune circostanze, anche le iniziative di aiuto incontrino ostacoli. Una situazione che, a suo giudizio, può rappresentare un segnale preoccupante per la tenuta morale e civile delle comunità.

Il suo intervento si inserisce nel più ampio dibattito europeo sull’immigrazione, sempre più segnato dalla contrapposizione tra richieste di maggiore controllo, preoccupazioni delle comunità locali e necessità di garantire protezione e dignità a chi si trova in condizioni di vulnerabilità.

Il messaggio dei vescovi europei invita a superare una logica fondata esclusivamente sulla paura. Le istituzioni sono chiamate a governare il fenomeno, mentre le comunità devono essere coinvolte e ascoltate. Ma nessuna soluzione, è il senso dell’intervento di Crociata, può essere costruita dimenticando che dietro ogni discussione sui flussi migratori ci sono persone, storie e bisogni reali.

Ed è proprio su questo terreno che si misura, secondo il presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, la capacità di una società di restare non solo organizzata e sicura, ma anche moralmente e civilmente coesa.

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