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Sassoli: “Politica Ue sui migranti non sia più dettata dalla paura”

Milano, 28 settembre 2020 – “In questi giorni la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha presentato la proposta di riforma della politica di asilo e immigrazione dell’Unione europea. Sono sicuro che nei prossimi mesi potremmo lavorare insieme per definire una risposta europea che sia all’altezza della nostra storia e della nostra umanità”.

Con queste parole David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha salutato i relatori al convegno “La religione del migrante: una sfida per la Società e per la Chiesa” presso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede.

“Lo vediamo ogni giorno: le migrazioni sono un fenomeno globale, complesso, allo stesso tempo, una priorità e un’emergenza che la comunità internazionale deve affrontare insieme. Le stesse definizioni di migrante, rifugiato, sfollato, apolide racchiudono al loro interno dei significati e dei vincoli diversi. Secondo i dati delle Nazioni Unite nel 2019 ci sono stati circa 272 milioni di migranti internazionali, un equivalente pari al 3,5% della popolazione mondiale. L’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati evidenzia che alla fine dello stesso anno almeno 79,5 milioni di persone in tutto il mondo sono state costrette a lasciare le loro case. Tra di loro ci sono quasi 26 milioni di rifugiati, di cui circa la metà di età inferiore ai 18 anni». Secondo il presidente del Parlamento europeo questa è un’emergenza umana e sociale «di fronte alla quale non possiamo più rispondere con la cultura dell’indifferenza ma dobbiamo adottare invece un approccio coordinato basato sui principi della solidarietà, della responsabilità. In questa sfida così importante l’Unione europea vuole indicare una via diversa riformando la propria politica di immigrazione e asilo non più dettata dalla paura e dall’incertezza”.

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