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Razzismo a fumetti. Quando Paperino diceva “Hei, dannato negro!”

Una pagina facebook raccoglie vecchie strisce della Disney con battute oggi inaccettabili. Il creatore: "È il politically correct che cambia"

Roma – 31 marzo 2015  – Orazio dice a Clarabella ”Non voglio più sentir parlare di zingari! Anzi non voglio nemmeno vederli! Non mi fido di loro”. Zio Paperone si fa prendere invece dai “dolci ricordi” osservando la “quercia del linciaggio” e loda la sua vecchia casa dell’Illinois, che l’ha riparato “dai proiettili dei bianchi e dalle frecce dei rossi, nonché dalle pulci dei negri”…

Non è si tratta di vergognosa parodia razzista, ma di frasi pronunciate davvero dai personaggi Disney sui fumetti della Disney sfogliati da tanti bambini. Certo in altri tempi, quando le teorie sulla superiorità della "razza bianca" imperversavano, causando gli orrori che oggi studiamo sui libri di Storia. 

A darne conto, raccogliendo quelle brutte strisce con piglio più divertito che da studiosi, è la pagina Facebook "Paperino e altri infami", creata dal venticinquenne Giuliano Santangeli. "La pagina – raccontato all’Espresso- è nata grazie alla mia mastodontica collezione di Topolino. Mi ha sempre divertito come sia cambiato il "politically correct" nei fumetti di massa ed è una cosa a cui ho sempre fatto attenzione leggendo i vecchi numeri".

Chiamiamolo pure relativismo da politically correct, ma certo a leggere oggi certe battute vengono i brividi. E soprattutto chi vedeva in Paperino un simpatico eroe dei perdenti, dovrà mandare giù bocconi amarissimi. 

Ecco, ad esempio, il papero strappare il velo dal viso di una donna musulmana dicendole: “Fammi vedere il musetto micina”. Oppure, seppellito fino al collo, apostrofare così un uomo armato che ha le terribili fattezze caricaturali (a cominciare dal nasone) di un arabo: “Hei dannato negro! Ho sete e fame! Cosa aspettate a portarmi da mangiare?!”

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