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Centro Astalli: “Questa regolarizzazione non basta”

Roma, 21 maggio 2020 – “Abbiamo reso rigido legalmente e articolato burocraticamente il rinnovo del permesso di soggiorno che prima era umanitario. Adesso il decreto rilancio aiuta braccianti, colf e badanti, un primo passo che non ci può però bastare”.

Questa l’opinione di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, in occasione della presentazione del rapporto annuale dell’organismo dei gesuiti che si occupa di rifugiati. “Ringraziamo il governo ma lo incoraggiamo a continuare in questa direzione”, ha detto il sacerdote.

Come Centro Astalli, ha ricordato il gesuita, “nell’abito della campagna ‘Ero straniero’ abbiamo presentato nel 2017 una legge di iniziativa popolare che auspichiamo possa tornare sui banchi del governo per essere affrontata”.

“Stiamo assistendo ad una dis-integrazione nel senso di una cattiva e, in molti casi, di una mancata integrazione. Questo sta portando ad una distruzione del tessuto sociale che invece va creato per costruire una comunità di vita. Anche il 2019 è stato un anno in cui abbiamo resistito a questa dis-integrazione. Ma ormai è evidente che resistere non basta più, occorre rigenerare, avere molta fantasia sociale”.

Il costo: 500 euro per regolarizzare braccianti, colf e badanti

Regolarizzazione prevista per oltre 220mila persone, allo Stato entreranno circa 100 milioni di euro