Roma, 2 luglio 2026 – Un nuovo gruppo di rifugiati somali e sudanesi è arrivato in Italia attraverso i corridoi umanitari. Ventisette persone sono atterrate all’aeroporto di Fiumicino con un volo di linea Ethiopian Airlines proveniente da Addis Abeba, in Etiopia. Il loro ingresso è stato reso possibile dal protocollo d’intesa tra Comunità di Sant’Egidio, Conferenza episcopale italiana e ministeri dell’Interno e degli Esteri.
Tra i nuovi arrivati ci sono anche 12 minori. Si tratta di nuclei familiari che vivevano da tempo nei campi profughi in Etiopia, dopo essere fuggiti da guerre, instabilità e persecuzioni. I sudanesi provengono in gran parte da Khartoum e hanno lasciato il Paese dopo lo scoppio della guerra civile nel 2023. I somali, invece, sono vittime della violenza dei gruppi islamisti di Al-Shabaab, che continuano a controllare e minacciare ampie zone del territorio.
Ad accoglierli a Fiumicino sono stati i volontari della Comunità di Sant’Egidio e alcuni familiari già residenti e integrati in Italia, in alcuni casi ormai cittadini italiani. L’arrivo è stato facilitato anche dalla collaborazione dell’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, del Dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno e della Direzione generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie del Ministero degli Affari esteri.
I rifugiati saranno accolti a Roma e in altre regioni italiane, tra cui Basilicata, Campania ed Emilia-Romagna. Per loro inizieranno percorsi di integrazione che prevedono l’apprendimento della lingua italiana, l’accompagnamento sociale e, successivamente, l’inserimento lavorativo. Il progetto è sostenuto dall’8×1000 alla Chiesa cattolica, da fondi raccolti dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla disponibilità di cittadini che hanno offerto case e impegno volontario.
I corridoi umanitari rappresentano un modello alternativo ai viaggi irregolari e pericolosi lungo le rotte migratorie. L’obiettivo è consentire a persone vulnerabili di raggiungere l’Europa in modo sicuro e legale, evitando il ricorso ai trafficanti e riducendo il rischio di morte in mare o lungo le frontiere.
Dal febbraio 2016, attraverso questa esperienza, sono stati accolti in Italia 7.633 rifugiati. Un dato che conferma il ruolo dei corridoi umanitari come strumento concreto di protezione, ma anche come laboratorio di integrazione diffusa, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, società civile, realtà religiose e comunità locali.