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Migranti. Metsola: «L’Europa superi le rivalità, da soli rischiamo il declino»

La presidente del Parlamento europeo al Meeting di Rimini richiama gli Stati membri all’unità: dalle guerre all’immigrazione, dall’intelligenza artificiale alla competitività, nessuna delle grandi sfide può essere affrontata efficacemente a livello nazionale.

Roma, 27 agosto 2026 – L’Europa deve ritrovare il coraggio di superare divisioni e interessi nazionali per affrontare insieme un mondo sempre più instabile. È il messaggio lanciato dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola durante il suo intervento al Meeting di Rimini, dove ha indicato nell’unità tra gli Stati membri la condizione necessaria perché l’Unione possa continuare a esercitare un ruolo politico, economico e strategico sulla scena internazionale.

Secondo Metsola, la velocità con cui il contesto globale sta cambiando lascia ormai pochissimo spazio alle soluzioni intermedie: l’Unione può scegliere di governare insieme le trasformazioni in corso oppure rischiare di perdere progressivamente peso e influenza. Guerra in Ucraina, intelligenza artificiale, crisi climatica, energia, sicurezza, immigrazione, competitività e costo della vita sono, secondo la presidente dell’Eurocamera, problemi che nessun singolo Paese europeo può affrontare meglio agendo in autonomia.

Il richiamo all’unità non riguarda soltanto la politica estera. Metsola ha insistito anche sulla necessità di rafforzare il mercato unico europeo, ridurre la frammentazione economica e riportare maggiore capacità produttiva nel continente. La concorrenza globale, in particolare quella proveniente dalla Cina e dagli altri grandi poli industriali, rende sempre più difficile per i singoli Stati difendere da soli il proprio sistema produttivo.

Per la presidente del Parlamento europeo serve quindi un’Europa più competitiva, ma anche meno burocratica. Nel suo discorso Metsola ha citato le difficoltà incontrate da agricoltori, piccole imprese, famiglie e giovani alle prese con l’aumento del costo della vita e dell’abitazione, riconoscendo che per molti cittadini l’Unione continua ad apparire eccessivamente complessa e distante. Da qui la necessità di alleggerire norme e procedure quando queste finiscono per ostacolare anziché sostenere l’economia europea.

Un passaggio importante è stato dedicato anche all’intelligenza artificiale. Per Metsola l’Europa non può limitarsi ad assistere alla competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, ma deve sviluppare un proprio modello, capace di coniugare innovazione, crescita e tutela della persona. La tecnologia, ha sottolineato, deve rimanere uno strumento al servizio dell’uomo e non trasformarsi in un fine autonomo.

Lo stesso principio è stato applicato al tema dell’immigrazione. La presidente dell’Eurocamera ha sostenuto la necessità di un sistema europeo che sappia essere allo stesso tempo umano ed efficace: proteggere le frontiere esterne, contrastare le reti criminali dei trafficanti e indirizzare le risorse verso chi ha realmente bisogno di protezione, senza rinunciare ai valori fondamentali dell’Unione.

Il filo conduttore dell’intervento è rimasto però quello dell’unità politica. Metsola ha ricordato come la costruzione europea sia nata proprio dalla capacità dei Paesi del continente di mettere da parte rivalità storiche e trasformarle in un progetto comune di pace e prosperità. Una scelta che, secondo la presidente del Parlamento europeo, deve essere rinnovata oggi di fronte a sfide completamente diverse ma altrettanto decisive.

L’obiettivo è costruire un’Europa capace di rispettare le proprie diversità senza trasformarle in frammentazione, più forte sul piano economico e internazionale e, allo stesso tempo, più vicina alle esigenze quotidiane dei cittadini. Per Metsola, il futuro dell’Unione dipenderà quindi soprattutto dalla capacità degli Stati membri di comprendere che procedere insieme non è più soltanto un ideale politico, ma una necessità strategica.

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