Roma, 18 agosto 2026 – Forte aumento degli attraversamenti irregolari delle frontiere in Slovenia nei primi sette mesi del 2026. Secondo i dati diffusi dalla polizia slovena e riportati dall’agenzia di stampa nazionale STA, tra gennaio e luglio sono stati registrati 17.121 casi, con una crescita del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A guidare la graduatoria delle nazionalità maggiormente coinvolte sono i cittadini del Bangladesh, con 3.028 casi. Seguono quelli provenienti dall’Afghanistan, con 2.186 attraversamenti, dall’Egitto, con 1.903, e dal Sudan, con 1.794.
Proprio il dato relativo ai cittadini sudanesi rappresenta uno degli elementi più significativi. Nei primi sette mesi dello scorso anno erano stati registrati appena 11 casi, mentre nello stesso periodo del 2026 il numero è salito a 1.794, segnando quindi un incremento particolarmente marcato.
In crescita anche gli attraversamenti che riguardano cittadini del Bangladesh: nel 2025 erano stati 1.310 nello stesso periodo, mentre quest’anno il numero è più che raddoppiato. Quasi raddoppiati anche i casi relativi a cittadini del Pakistan, arrivati a quota 1.395.
La pressione si concentra soprattutto nell’area sudorientale del Paese, lungo il confine con la Croazia. Il dipartimento di polizia di Novo Mesto, competente su un’ampia porzione della frontiera sloveno-croata, ha infatti gestito 12.810 attraversamenti irregolari, pari a quasi tre quarti del totale nazionale registrato nei primi sette mesi dell’anno.
I numeri confermano così la centralità della Slovenia nei movimenti migratori che interessano l’area balcanica e mostrano un cambiamento significativo nella composizione delle provenienze. L’aumento registrato nel 2026 pone nuovamente l’attenzione sulla gestione delle frontiere e dei flussi lungo uno dei principali assi terrestri di ingresso e transito verso l’Europa centrale.