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Comunità. I filippini in Italia raccontano le loro vaccinazioni contro il Covid

Roma, 21 gennaio 2021 – In Italia sono già numerosi i frontliners filippini che hanno ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid19. Ecco il loro messaggio alla comunità filippina in Italia.

Remely Abrigo, è infermiera da ormai 30 anni e attualmente lavora nel reparto di Cardiologia dell’Istituto Fiorentino di Cura e Assistenza dell’Ospedale Ifca di Firenze. Lei è stata tra i primi a ricevere la prima dose del vaccino. 
“Sinceramente, ero molto eccitata e impaurita allo stesso tempo. Fino al secondo giorno dopo la vaccinazione il mio braccio era pesante, come se avessi dolori muscolari, ma non avevo la febbre. Dopo mi sono sentita normalissimo”. Ringrazio Dio perché avere il vaccino è un grande aiuto per poter adempiere pienamente al nostro ruolo e alla nostra professione. Arriverà anche la vaccinazione di massa. Invito tutti i miei connazionali a farsi vaccinare. Non credere alle fake news. Il vaccino è un privilegio che ci è stato concesso. Molti hanno già perso la vita. Ho anche alcune colleghe filippine che sono state vittime del covid19 durante la prima ondata. E’ molto doloroso. Ora la soluzione al covid19 è quasi alla nostra portata. Come dice il ministro Speranza, è come uscire dal tunnel”.


Quintin Kentz “Bosing” Cavite Jr. è un soccorritore pubblico, autista di ambulanze e primo soccorritore del 118 a Pistoia-Empoli. Anche lui ha fatto la prima dose del vaccino contro il covid. “Durante il vaccino, ho provato emozioni contrastanti. Sono felice perché sono stato uno dei primi ad essere vaccinato, ma sono anche curioso di sapere come mi sentirò dopo essere stato vaccinato a causa delle storie che ho sentito. Ma ho sentito solo la pesantezza del braccio e basta”.  Il mio messaggio alla comunità è di non aver paura del vaccino. Può avere effetti collaterali, ma sono davvero minimi. Quasi tutti i farmaci hanno “controindicazioni” e non sono adatti a tutti al 100%. È solo necessario consultare prima il medico di famiglia perché è a conoscenza delle nostre condizioni di salute. Se c’è un rischio per la nostra salute, il medico saprà dire sicuramente se vaccinarsi o meno. Ma questi casi sono rari. Non c’è dubbio che il vaccino sia protettivo. Questo però non significa che dobbiamo smettere proteggerci. Continueremo a seguire i protocolli delle autorità: indossare sempre e per bene le mascherine, lavarsi le mani regolarmente e ed evitare assembramenti.

Jaycee Cipres, 31 anni, è un’infermiere all’Ospedale di Bassini, nell’Unità di Terapia Subintensiva di Milano. 
Dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino, Jaycee è stata chiamata a svolgere un altro ruolo molto importante: vaccinare altri Frontliners a Milano. 
Infatti Jaycee viene chiamato “Mani di fata” o “Mani d ’angelo” o “Mani d’oro” dopo il trasferimento al Centro Vaccinale Ospedale di Sesto San Giovanni Milano. Questo perché la sua mano è molto leggera e tutti quelli che sono stati vaccinati dicono di non aver sentito nulla. 
“Si, il vaccino mi ha fatto davvero male perché ho sentito la puntura. Dopo diverse ore, sentivo il braccio pesante, ma la pesantezza è scomparsa automaticamente”. Il mio messaggio alla comunità è di essere critici di ciò che leggono sui social media. A volte siamo sopraffatti dalla paura a causa di ciò che leggiamo sui social media. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non avrebbe approvato il vaccino se non fosse la soluzione migliore contro la pandemia. Grazei al vaccino possiamo uscire dall’incubo causato dal Covid-19… solo però se ci vacciniamo”.


Continuare a leggere la sua storia Ako Ay Pilipino: https://www.akoaypilipino.eu/pilipino-sa-italy/pinoy-nurse-nagbabakuna-sa-mga-frontliners-sa

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