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50 mila ingressi per universitari. Ma le domande sono chiuse

Pubblicato il decreto con il tetto fissato dal governo per l’anno accademico in corso. L’Italia attrae ancora pochi talenti stranieri

Roma – 6 febbraio 2012 – Avrebbero potuto essere quasi cinquantamila, ma di sicuro sono molti di meno, gli studenti stranieri arrivati nelle università, nei conservatori e nelle accademie italiane durante questo anno accademico.

A definire il numero massimo di ingressi è un decreto emanato dal ministero degli Esteri di concerto con il ministeri dell’Interno e dell’Università arrivato qualche giorno fa in Gazzetta ufficiale. Prevede che “per l’anno accademico 2011-2012 possono essere rilasciati in favore di cittadini stranieri residenti all’estero 48.806 visti di  ingresso e permessi di soggiorno”, 41.930 dei quali “per  l’accesso ai corsi  universitari,   presso  gli  atenei  statali  e  non  statali”,  6.876 per “le istituzioni di Alta formazione artistica musicale e coreutica nazionali, statali e non statali”.

Al contrario di quanto succede per i lavoratori con la pubblicazione del decreto-flussi, questo decreto non apre la corsa degli studenti stranieri verso l’ Italia, dal momento che i giochi sono chiusi. Le domande di preiscrizione dall’estero per quest’anno accademico andavano infatti presentate prima della scorsa estate tramite le nostre rappresentanze diplomatiche sparse per il mondo. Era quello il primo passo di un percorso molto lungo che ha portato qui le aspiranti matricoli all’inizio di settembre.

Il tetto fissato dal governo, comunque, è altissimo e non verrà sforato, basti pensare che nell’ultimo anno accademico gli universitari di cittadinanza straniera, considerando tutti gli anni di corso, erano poco più di sessantamila. L’Italia rimane uno dei paesi industrializzati meno attraenti per gli universitari stranieri, che non raggiungono, compresi di figli degli immigrati, 4% degli studenti. Troppo pochi, come hanno sottolineato qualche mese fa anche la Conferenza dei Rettori e Confindustria.

EP

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