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Reato di clandestinità. Cancellieri glissa: “Governo rifletterà e deciderà unito”

Il ministro della Giustizia alla Camera dei Deputati. “Sono temi che coinvolgono le competenze di svariati ministeri”

Roma – 17 ottobre 2013 – Il governo interverrà sul reato di clandestinità, solo “in pieno accordo” e “dopo attenta riflessione”.

Lo ha detto ieri Anna Maria Cancellieri, ministro della Giustizia, intervenendo al question time della Camera. Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia, le chiedeva infatti che ne pensasse il governo dell’emendamento del M5S, approvato in commissione giustizia al Senato, che abroga l’articolo 10 bis del testo unico sull’immigrazione.

Cancellieri l’ha presa alla lontana, spiegando di ritenere “indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani, in cooperazione con i Paesi di provenienza dei flussi di migranti e dei richiedenti asilo” . UN obiettivo che rende “necessari presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di disperazione e di morte e nel concreto e fattivo coinvolgimento di tutti i Paesi che fanno parte dell'Unione europea”.

Poi ha parlato dell’operazione “militare e umanitaria” Mare Nostrum, “che prevede il rafforzamento dell'attività di sorveglianza e soccorso in alto mare, finalizzata ad incrementare il livello di sicurezza della vita umana e il controllo dei flussi migratori attraverso l'impiego di dispositivi aeronavali”. Questa “avrà un effetto deterrente molto significativo per chi pensa di fare impunemente traffico di esseri umani”.

Solo alla fine del suo intervento Cancellieri ha parlato del reato di ingresso e soggiorno irregolare, tra l’altro senza rispondere alla domanda di Rampelli.

“Nell'attuale sistema – ha ricordato il ministro . la fattispecie incriminatrice prevista per l'articolo 10-bis del decreto legislativo n. 296 del 1998 ha natura contravvenzionale, è devoluta alla competenza del giudice di pace ed è punita con la sola pena dell'ammenda. Si tratta di una fattispecie con carattere accessorio e complementare rispetto agli strumenti di tutela amministrativa previsti dal nostro ordinamento quali il rimpatrio volontario, il trattenimento nei centri di identificazione e di espulsione, nonché l'espulsione mediante accompagnamento coattivo alla frontiera”.

“Nel rilevare, infine, che i temi sollevati nell'interrogazione coinvolgono competenze di svariati dicasteri, cito tra gli altri il Ministero dell'interno, degli affari esteri, della difesa e degli affari europei, posso assicurare che tutte le iniziative in proposito saranno assunte dal Governo in pieno accordo e solo dopo attenta riflessione su tutti i temi coinvolti”. Nessun accenno nemmeno al parere dei “saggi”uscito la scorsa primavera dal ministero della Giustizia, quando era ancora guidato da Paola Severino, che era per l’abolizione del reato.

“A tale specifico riguardo – ha concluso Cancellieri – ritengo doveroso sottolineare che un più completo quadro normativo europeo potrebbe consentire di superare le divergenze delle legislazioni degli Stati, consentendo così di armonizzare l'iniziativa normativa nazionale con le previsioni dell'Unione europea”.
 

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