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Campania. Falsi permessi di soggiorno per lavoro, 35 arresti

Milano, 19 marzo 2019 – Migranti fatti arrivare in Italia con la promessa di un permesso di soggiorno e poi costretti a lavorare nei campi per pochi euro all’ora, a volte gratis, trattati come schiavi. Nel Salernitano un’operazione dei carabinieri del Comando Provinciale di Salerno ha portato all’arresto di 35 persone con l’accusa a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, riduzione in schiavitù, tratta di persone e altro, con l’aggravante del reato transnazionale. A spiegare come la banda aggirava la legge, il procuratore di Salerno Luca Masini.

“A differenza del fenomeno migratorio clandestino, in questo caso i migranti arrivano sulla scorta di provvedimento formalmente lecito ma che viene emesso grazie all’elusione delle domande flussi tramite il rilascio nel portale del ministero dell’Interno di dichiarazioni di disponibilità all’assunzione, ideologicamente false nel senso, che il contratto non si perfeziona mai”.

La banda utilizzava anche dei collaboratori in Marocco. “Ha sicuramente sodali in Marocco che individuano i migranti che desiderano ottenere illegalmente un permesso di soggiorno, pagano fra i 5mila e i 12mila euro, non per il permesso di soggiorno ma per l’immissione nel portale telematico del ministero dell’Interno della domanda cosidetta ‘unilav’ ideologicamente falsa da parte dell’imprenditore agricolo della piana del Sele che attesta disponibilità all’assunzione”.

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