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Migranti. I sindacati contro il nuovo patto Ue: “Approccio securitario, servono nuovi strumenti”

Roma, 29 settembre 2020 – “Il patto europeo per la gestione dei migranti e dei richiedenti asilo presentato il 23 settembre scorso dalla Commissione a nostro avviso non risponde alle aspettative create dall’annuncio della Presidente, Ursula Von der Leyen, confermando l’approccio prevalentemente securitario”.

È quanto dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Ivana Veronese.

“I pilastri del nuovo Patto, limitazione degli ingressi ai richiedenti asilo e aumento dei rimpatri, – secondo i sindacati – confermano la visione di un’Europa chiusa in se stessa, priva del coraggio di affrontare con strumenti nuovi la questione migratoria, individuandola come una risorsa necessaria al futuro stesso dell’Europa, in termini demografici, di partenariato globale con i paesi di partenza e di transito, di protagonista politico per promuovere la pace, prevenire le guerre, sconfiggere le povertà”.

“Alla luce della discussione in Europa, consideriamo inoltre non più rinviabile un progetto di riforma della normativa nazionale in materia di immigrazione, a partire dalla modifica sostanziale dei decreti sicurezza” – concludono i sindacati nella nota.

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