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Stephen Ogongo: “Abbassare da 4 anni a 1 mese i tempi per esaminare le domande di cittadinanza”

Roma, 29 settembre 2020 – Il cosiddetto caso Suarez ha riportato al centro dei riflettori il discorso sulla riforma della cittadinanza.
È triste dover sottolineare che è estremamente complicato avere la cittadinanza italiana soprattutto se non sei uno sportivo ricchissimo o hai avuto un avo italiano.
Se sei nato in Italia da genitori stranieri – gente comune che vive qui da anni, lavorando, pagando le tasse (come un italiano medio) devi aspettare fino a quando avrai 18 anni e non è neanche garantito che avrai la cittadinanza.

Conosco un sacco di persone nate e o cresciute qui, mai uscite dai confini d’Italia, che non sono cittadine del loro Paese natale.

Ho anche un amico nato nella Capitale da genitori capoverdiani, che per un disguido non ha chiesto la cittadinanza in tempo e quando l’ha fatto gli è stato negato. E non solo. Lui è diventato per la legge un immigrato irregolare (immigrato per dire perché essendo nato in Italia, non dovrebbe essere considerato immigrato: immigrato da dove? Dalla pancia della mamma?). È cosi gli hanno anche dato un foglio di via con l’intimazione a lasciare lo stivale entro venti giorni.

Quando sei in contatto con questi ragazzi e giovani che sono italiani di fatto ma lo Stato rifiuta di conoscerli come cittadini, sapere che ci esistono persone come Suarez che non hanno mai vissuto qui, che arrivano in giornata per fare l’esame della lingua italiana e subito dopo partono con la certezza di avere il passaporto italiano in un paio di settimane, non puoi non chiederti perché lo Stato si comporti in modo così ingiusto.

Una domanda allo Stato italiano: Le persone come Suarez sono più italiane di quelle nate, cresciute e che vivono qui da anni?
Da quando è scoppiato lo scandalo Suarez ho visto molta rabbia e soprattutto la delusione da parte di figli d’Italia che non hanno ancora la cittadinanza del loro paese natale. Negare la cittadinanza a questi ragazzi e bambini è un ingiustizia madornale.

Per più di 20 anni, i politici e governi di destra e sinistra non hanno mai avuto il coraggio di fare una riforma della cittadinanza degna di un paese civile e multiculturale. Basta con la retorica. Basta con ipocrisia. È ora di fare questa riforma. Non si può continuare a negare questo diritto a questi figli d’Italia. Lo dico spesso che negando la cittadinanza a questi bambini e ragazzi, l’Italia si comporta come una madre che non riconosce i suoi figli.

Lo scandalo Suarez scoppia nel momento giusto, proprio quando il governo sta per modificare i Decreti INsicurezza voluti da Salvini.
Uno di questi decreti ha prolungato da 24 mesi a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti sia di concessione della cittadinanza per residenza sia per quelli di cittadinanza per matrimonio. Allo stesso tempo ha aumentato da 200 a 250 euro il contributo che ogni richiedente deve versare.

È già illogico aumentare il costo di un servizio abbassandone la qualità. Ma per il governo era tutto normale.
Grazie al caso Suarez abbiamo avuto la conferma che si possono concludere i procedimenti di concessione della cittadinanza entro 2 settimane.
Per questo, nella riforma dei Decreti INsicurezza chiediamo al governo di abbassare da 48 mesi a 1 mese il termine per la conclusione dei procedimenti di concessione della cittadinanza.

Impiegare 4 anni per esaminare una richiesta di cittadinanza sembra una strategia per scoraggiare le persone, ostacolare e limitare il numero delle persone che acquisiscono la cittadinanza. Siete sicuri che servono veramente almeno 4 anni per esaminare i documenti di una persona che vive qui da almeno 10 anni, che ha il permesso di soggiorno, la carta d’identità, il codice fiscale, che lo Stato ha già tutti i suoi dati?

Spero che l’iter burocratico che porta all’acquisizione della cittadinanza italiana ritorni a una tempistica ragionevole con la riforma dei Decreti INsicurezza.

Stephen Ogongo
Coordinatore di Cara Italia

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