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Domande sui Flussi. Lavoratori stagionali: le risposte dell’esperto

Roma, 15 ottobre 2020 – Il Decreto Flussi 2020 breve anche l’ingresso in Italia per motivi di lavoro stagionale, di 18.000 cittadini non comunitari.

PER QUALI SETTORI È AMMESSO L’INGRESSO PER LAVORO STAGIONALE?
Tale ingresso è ammesso solo per il settore agricolo e turistico-alberghiero

DA CHE PAESI DEVONO PROVENIRE I LAVORATORI DI QUESTI DUE SETTORI?
I lavoratori in questo caso potranno provenire da:
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina.

C’È UNA QUOTA RISERVATA A CHI È GIÀ STATO LAVORATORE STAGIONALE IN ITALIA?
Sì, una quota di 1000 posti è riservata ai cittadini comunitari dei Paesi prima indicati, che hanno già fatto ingresso in Italia per lavoro subordinato stagionale almeno una volta negli ultimi 5 anni.

COSA È NECESSARIO FARE PER RIENTRARE IN QUESTA QUOTA DI 1000 POSTI?
Il datore di lavoro dovrà presentare richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

COSA SIGNIFICA CHE È RISERVATA UNA QUOTA DI 6000 UNITÀ PER LE DOMANDE PRESENTATE DA ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI?
Il nuovo decreto Flussi, in via sperimentale, ha introdotto questa novità riservando 6000 posti alle domande che siano presentate da alcune organizzazioni indicati con Circolare del 12 ottobre 2020 (Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Alleanza delle Cooperative).

DI CHE COSA SI OCCUPERANNO QUESTE ORGANIZZAZIONI?
Queste organizzazioni potranno inviare le domande e si impegnano a vigilare sulla conclusione del procedimento fino alla sottoscrizione del contratto di lavoro e alla comunicazione di assunzione.

POTRANNO RIVOLGERSI TUTTI ALLE ORGANIZZAZIONI INDICATE DAL DECRETO?
Sì. Ma sono previste delle quote, divise tra le Regioni e le Province Autonome (Trento e Bolzano), per cui tale procedura è ammessa nel limite delle quote disponibili per ciascuna organizzazione.

COSA BISOGNA FARE PERCHÉ SI OCCUPI DI QUESTA PRATICA UNA DI QUESTE ORGANIZZAZIONE?
Il datore di lavoro che intende rivolgersi a una delle organizzazioni indicate dal Decreto dovrà firmare apposta delega.

SE NON SI RIENTRA NELLA QUOTA DI 6000 POSTI, LE ORGANIZZAZIONI COSA POTRANNO FARE?
Come nelle precedenti Flussi, anche in questo caso le organizzazioni indicate (e le altre non in elenco) potranno esclusivamente occuparsi dell’invio della domanda, ma non della stipulazione del contratto e dell’invio della comunicazione di assunzione.

Articolo realizzato per Stranieri in Italia da: Federica Merlo, avvocato

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